Cirelli: «Finanza e Procure indaghino su associazioni e coop»

Alessandro Biancardi

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«Nell'ultima settimana sono accaduti troppi fatti sconcertanti che dovrebbero portare ad una attenta e approfondita riflessione sulla gestione della cosa pubblica».
L'invito è rivolto da Nicola Cirelli imprenditore, gia candidato a presidente dlela provincia di Pescara ed ora non più alla politica "attiva". In una lettera a PrimaDaNoi.it parla da "libero cittadino" ed invita a riflessioni attente su quello che sta accadendo nella nostra regione.
La prima notizia che dovrebbe portare a capire molte cose è quella relativa all'arresto del presidente ed il contabile dell'Ass. Invalidi Civili e Cittadini Anziani (Anici) accusati di distrazione di fondi pubblici. Secondo l'accusa, avrebbero preso circa 1,5milioni dei 2 milioni di contributi pubblici. In manette sono finiti Costantino Rossi e Luigi De Angelis, entrambi abruzzesi. Parte del denaro e' servita all'acquisto di un immobile a Torino,dato in affitto all'Associazione stessa.
«Non sembra unba notizia sensazionale. Questi potrebbero essere solo pesci piccoli», sostiene Cirelli che sembra conoscere bene il mondo dell'associazionismo, «i reati accertati e contestati agli arrestati, se confermati, sarebbero analoghi a quelli, ma di dimensione assai più ampia, perpetrati in maniera diffusa, anzi capillare, sul territorio italiano, e che sembrerebbe non interessare più di tanto non una sola procura della Repubblica Italiana. Ingenti patrimoni personali, vorticosi giri di denaro e commistioni tra pubblico e privato con evidente palese conflitto d'interessi che farebbe impallidire le più spregiudicate organizzazioni speculative, sono realtà di alcune potentissime associazioni di invalidi molto ben protette quanto non sono, addirittura, organico diretto dei partiti, soprattutto di sinistra».
Che ci sia grande interesse per il mondo di associazioni ecoop lo seve anche ora: momento fatidico per dare il 5 per mille e che ha fatto incappare in una pericolosa gaffe l'assessore pescarese Massimo Luciani che ha spedito con soldi pubblici una cartolina pubblicitaria che indicava una associazione più meritevole di altre di ricevere le donazioni dei cittadini.
Si dice che quei soldi di spedizione debbano essere restituiti dall'assessore.
«Di fronte alla grave leggerezza non guasterebbe, forse, l'intervento almeno della Commissione di Vigilanza allo scopo di accertare eventuali altri possibili errori nell'uso improprio delle tasse dei cittadini, ancorché a favore di associazionismo sociale», sostiene Cirelli.
Sulle illecite ingerenze e sul cartello di coop per la gestione del verde il discorso potrebbe sembrare diverso…
«L'aspetto incostituzionale che pone le cooperative sociali in posizione di privilegio rispetto ad altre forme giuridiche d'impresa è sempre stato argomento su cui si è preferito non insistere», continua Cirelli, «paura di essere additati quali cinici ed insensibili cittadini disinteressati al recupero ed al reinserimento dei soggetti deboli. Ne è emerso ciò che in realtà doveva essere facilmente intuibile e che gli addetti ai lavori, sia di destra sia di sinistra, hanno posto in discussione su tutti i tavoli istituzionali ancor prima della emanazione di una Legge non troppo garantista.
La facilitazione con cui si affidano i lavori alle cooperative sociali, soprattutto di tipo B, eludendo l'istituto della gara d'appalto, crea, e non può essere diversamente, enormi rischi di infiltrazioni della criminalità nella gestione delle stesse, e pone il fianco al pericolo di connivenza tra politica ed affari fino al punto da non accorgersi quale sarebbe il momento di fermarsi, almeno per pudore».

05/06/2006 8.57