…Ed ora aumentano pure le spese per i "portaborse": 1500 euro in più al mese

Alessandro Biancardi

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…Ed ora aumentano pure le spese per i "portaborse": 1500 euro in più al mese
  AGGIORNAMENTO (19.08) ABRUZZO. Un’altra bufera nell’aria. Un’altra pagina di politica scritta dalla Regione e dalla maggioranza di centro sinistra. Dopo la legge votata dal centrodestra qualche anno fa e che fece scalpore in tutta Italia per pagare con soldi pubblici segretarie e portaborse, arriva oggi quella con la firma del centrosinistra (ovviamente votata da tutti). Confermato l'aumento dell'Irpef e dell'Irap.
Il Consiglio Regionale, ha infatti deciso di aumentare le spese per“i portaborse” assegnandone uno per ogni Consigliere.
Un aumento stimato tra i 1000 ed i 1500 euro mensili per consigliere. Decisamente non poco.
Non contento ha aumentato il personale a disposizione dei Presidenti delle Commissioni. Tutto questo sarebbe avvenuto «in barba alle regole della concertazione sindacale», protestano proprio le sigle che assicurano di non essere state interpellate.
Per un certo punto di vista potrebbe essere un modo per “stabilizzare” il lavoro precario dei tanti collaboratori che gravitano nel mondo politico-istituzionale.
Per i più invece si tratta di «norme che violano le regole di accesso previsto nella pubblica amministrazione».
Insomma come entrare in un ente pubblico (stipendio assicurato a vita) senza sostenere un concorso.
Risulta poi chiaro capire come mai gli enti pubblici non funzionino o risultino gravemente arretrati sotto diversi profili. Tutto questo avviene con soldi pubblici ancora una volta calpestando ogni forma di meritocrazia seguendo le solite regole della “simpatia” (nell'accezione greca del “sentire comune”).

In tutta questa situazione i dipendenti della Regione Abruzzo attendono ancora da anni una nuova legge di riorganizzazione dell'Ente che migliori l'efficienza, l'efficacia e riduca gli sprechi.
Si attende ancora un riconoscimento delle professionalità attraverso gli avanzamenti di categoria. I moltissimi collaboratori (quelli senza santi in paradiso) aspettano una soluzione di stabilizzazione.
E dire che tutta questa situazione è fortemente condizionata dalle disponibilità di risorse reali e dalle norme della legge finanziaria, con ripercussioni negative per le lavoratrici e i lavoratori.

«Mentre si chiede responsabilità al resto del personale si aumentano i costi della politica», scrivono oggi le funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil, «in contrasto con le scelte di contenimento della spesa pubblica, ma addirittura smentendo, di fatto, le decisioni della stessa giunta regionale di riduzione della spesa operate nei mesi precedenti. Tutto questo accade mentre si prefigura, per i cittadini abruzzesi, l'aumento dell'IRPEF e dell'IRAP a seguito del mancato rispetto del contenimento del deficit sanitario».
Insomma per i sindacati i classici “due pesi e due misure”.
Quale strategia politica si vuole seguire?
Le segreterie regionali ritenendo la legge oltre che «profondamente ingiusta» in diverse parti, ritengono «illegittime molte norme in essa contenute e di conseguenza si impegnano a segnalare al governo le eventuali illegittimità costituzionali nonché agli organismi preposti, anche per l'assenza della copertura finanziaria».
Le segreterie sindacali regionali, nel rispetto della autonomia legislativa del Consiglio Regionale chiedono alla Giunta Regionale, ai Capigruppo, ai rappresentanti dei partiti un «atto di responsabilità affinché si ritirino tutti quei provvedimenti riguardanti il personale e si ripristini la concertazione sindacale prevista dalla legge 165/2001, dalla legge regionale 77/99 e dai CCNL di settore».

... INTANTO SUL FRONTE DELLA SANITA'...

Intanto si continua a parlare di costi ingenti della sanità e di nuovi oneri.
«I costi della sanità, relativi all'anno 2005 ma non ancora definitivi, sono stati influenzati da accantonamenti, tra i quali quelli per il rinnovo dei contratti del personale dipendente, e da spese relative agli anni precedenti, che hanno portato ad un meccanismo automatico di copertura del deficit (previsto dalla Legge finanziaria 2006 del Governo Berlusconi) tramite l'incremento delle aliquote Irap e dell'addizionale Irpef dal 2006».
Lo ha precisato l'assesore alla Sanità, Bernardo Mazzocca. Pertanto, sempre secondo Mazzocca, si stima un onere aggiuntivo per le famiglie abruzzesi di circa 100 euro all'anno, che potrebbe «essere scongiurato o al massimo avere carattere di transitorietà», perché ampiamente compensato dalle maggiori risorse che il Governo Regionale con l'avvio della trattativa con il Governo centrale è fermamente deciso ad ottenere.
«La nostra coscienza di amministratori - conclude l'Assessore - ci impone di intervenire in maniera incisiva e al più presto per dare ai cittadini abruzzesi servizi sanitari di qualità e adeguati ai loro bisogni. Abbiamo ereditato un vero e proprio disastro dalla precedente Giunta regionale di centro destra, che non ha attuato alcuna riforma strutturale, lasciando la sanità abruzzese ridotta ai minimi termini sotto il profilo organizzativo e finanziario. Il Governo regionale, in perfetta sintonia con il Governo Prodi intende portare l'Abruzzo alla stabilità economica ed alla crescita, ma a fronte del necessario rigore, garantirà il miglioramento dei servizi sanitari regionali e l'innalzamento del loro livello qualitativo, aiutando l'Abruzzo ad entrare nel nucleo delle regioni virtuose nel settore della sanità».

01/06/2006 16.34

... CONFERMATO L'AUMENTO DELLE TASSE...

Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa ha confermato aumenti immediati di Irap e Irpef per gli abitanti delle sei regioni che hanno sforato i limiti della spesa sanitaria, tra le quali vi è l'Abruzzo.
«Vengono al pettine i primi nodi di una lunga stagione di cattivo governo della sanità regionale», commenta Roberto campo della Uil Abruzzo, «Non si possono attribuire tutte le responsabilità alla Giunta in carica, perché il dissesto ha radici profonde. Anzi, restano valide alcune delle opere intraprese in questi mesi, dalla costituzione dell'Agenzia Sanitaria Regionale al disegno di legge regionale sul funzionamento delle strutture sanitarie e l'utilizzo appropriato dei regimi assistenziali. Vero è però che il meccanismo che è scattato è automatico a fronte del superamento dei limiti concordati di spesa, e a meno di aver coltivato illusioni sulla sua negoziabilità e sulla possibilità di spuntare rinvii, è chiaro che non si è fatto abbastanza e tempestivamente per scongiurarlo».

Alla luce di questa «punizione» che subiscono i cittadini abruzzesi per il mancato controllo della spesa sanitaria regionale, risalta, per la Uil, «l'assurdità della diversione operata con gli accreditamenti in favore di una clinica privata, a prescindere dalla programmazione, dando soddisfazione a pressioni indebite, e l'incapacità di tenere con continuità e severità l'attenzione sugli obbiettivi di risanamento e riforma del sistema».
La Uil Abruzzo si dice contraria all'aumento delle tasse regionali in un contesto di impoverimento dei lavoratori dipendenti e dei pensionati e a fronte di conti pubblici mal tenuti, avverte «come un pesante colpo questi aumenti che nemmeno vanno a finanziare investimenti ma pagano errori, omissioni e ritardi della politica regionale».

01/06/2006 18.04


CONFINDUSTRIA ABRUZZO

«L'aumento delle aliquote fiscali, che andrebbe a colpire indistintamente le Imprese e i cittadini abruzzesi», scrive in una lettera il presidente Riccardo Calogero Marrollo, «sarebbe peraltro conseguenza automatica di un provvedimento del Governo nazionale in applicazione di quanto previsto al riguardo per le Regioni particolarmente esposte al deficit sanitario e quindi non autosufficienti per il relativo fabbisogno finanziario. Come Organizzazione Imprenditoriale, pertanto, non possiamo non rimarcare la gravità di tale situazione e gli effetti negativi che l'aumento dell'imposizione fiscale sulle attività produttive e sulle persone fisiche avrebbe in Abruzzo, penalizzando una regione già in grave difficoltà economica e sociale».
«Ricordiamo peraltro», aggiunge Marrollo, «come l'IRAP abbia già gravato pesantemente sul nostro sistema di PMI, notoriamente caratterizzato da sottocapitalizzazione e da sottodimensionamento, in quanto l'aliquota applicata va riferita sia al costo del lavoro, sia all'indebitamento e, quindi, all'esposizione finanziaria. Chiediamo, quindi, una seria riflessione sulla materia e un conseguente autorevole intervento dei rappresentanti Istituzionali e politici della Regione, affinché l'aumento impositivo prospettato per l'Abruzzo venga assolutamente scongiurato, limitato o compensato da idonei provvedimenti di politica economica, ricercando al contempo tutte le soluzioni necessarie, di contenimento e razionalizzazione della spesa, richieste per fronteggiare l'emergenza sanitaria abruzzese».
E poi la richiesta di un tavolo.
«Crediamo, in tal senso, che la situazione economica della Regione e la situazione finanziaria regionale richiedano al più presto e senza ulteriori rinvii, l'avvio di un tavolo di lavoro aperto alle maggiori e più rappresentative Organizzazioni di rappresentanza sindacali e sociali regionali, datoriali e dei lavoratori, per discutere dei temi che interessano veramente lo sviluppo e sociale ed economico regionale».

01/06/2006 19.14