La guerra sulla Sanità: «Spettacolo indegno» e giunta Del Turco a rischio

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Dopo il consiglio regionale più infuocato degli ultimi mesi la Giunta torna ad essere spaccata sulla questione degli accreditamenti. Dopo che Rifondazione ha chiesto il ritiro delle delibere, e Del Turco ha minacciato di dimettersi An va alla carica. «Si chiama Unione ma non è certo un programma condiviso a tenerla insieme», sostiene Castiglione. Mascitelli (Idv): «se non si corre ai ripari in dubbio la nostra permanenza nella maggioranza»

«Il consiglio regionale di lunedì», spiega Castiglione, «fortemente voluto da An e dal centrodestra, sulla sanità abruzzese, ci ha confermato quanto spaccata sia questa maggioranza, arrivando a produrre due ordini del giorno, uno di rifondazione e l'altro del partito degli scontenti capeggiato dalla Misticoni dei Ds, assolutamente contraddittori e incoerenti».
E infatti è andata così.
Se da un lato Rifondazione si è presentata con una richiesta di ritiro delle delibere contestate, Misticoni & Co (Ds) hanno invece chiesto all'assessore Mazzocca «di verificare la compatibilità delle due delibere con il Piano sanitario regionale prossimo venturo».
Castiglione, è intervenuto in consiglio su «l'accanimento terapeutico con il quale Del Turco fa i salti mortali per tenere insieme un malato moribondo, la maggioranza di centrosinistra».
«Le parole pronunciate da Del Turco nel suo intervento “io non avrei mai chiesto all'assessore Mazzocca di dimettersi, avrei proposto le mie dimissioni” la dicono lunga su come lo stesso Del Turco riesca a tenere insieme la sua maggioranza solo sotto il ricatto di sue dimissioni che comporterebbero il rompete le righe e il tutti a casa».
Minaccia che avrebbe prodotto immediatamente i suoi risultati, «costringendo gli scontenti a rimangiarsi critiche e rivendicazioni».

I MILLE DUBBI

«Non è dato sapere», continua un preoccupato Castiglione, «dove questa giunta regionale stia portando la sanità regionale e non è un caso se gli stessi sindacati, certamente non organici al centrodestra (come la Cisl di Tiburzi), hanno liquidato le tanto discusse delibere di accreditamento di 183 posti letto ai privati come ‘miracoli elettorali', dopo che per mesi la stessa giunta si era rifiutata di aderire ad analoga richiesta mossa dai sindacati per garantire posti di lavoro nelle zone interne».
E sulla questione An è pronta anche a sotterrare l'ascia di guerra: «richiamiamo il centrosinistra a una forte responsabilità», assicurando sin d'ora la propria disponibilità a «fare uno sforzo per mettere da parte le appartenenze ed affrontare insieme problematiche delicate purchè la maggioranza produca argomentazioni serie e provvedimenti politici, non derubricati a meri atti delle direzioni».
«Occorre», ha concluso l'esponente di An, «un controllo più severo sull'appropriatezza dei ricoveri e un monitoraggio costante sulla spesa. E' sbagliato alimentare una guerra di religione tra sanità pubblica e privata, l'importante è che per il privato valgano le stesse regole del pubblico e che ci siano pari opportunità, così da mettere il cittadino nella possibilità di poter scegliere come e dove curarsi. Di questi tempi, nei due ordini del giorno di una maggioranza pasticciona, non c'era niente».

LA DELUSIONE DI DI STEFANO (AN)

«Profonda delusione. Non c'è parola migliore per esprimere il nostro stato d'animo dopo le più che evasive risposte dell'assessore Mazzocca in consiglio regionale e da come si è sviluppato il dibattito in consiglio regionale».
Così il Consigliere Segretario della Regione Abruzzo, Fabrizio Di Stefano (AN), commenta i lavori consiliari di ieri.
«Volevamo sapere, ad esempio, quali certezze poteva darci il Governo regionale affinché i piccoli ospedali continuassero ad avere vita e dignità nella nostra regione. Così come ci aspettavamo risposte su come risolvere i problemi legati alla carenza di personale, in virtù dei quali alcuni reparti sono stati accorpati con il relativo grave disservizi all'utenza».
Queste risposte non sono arrivate. Alla maggioranza« interessava esclusivamente la questione degli accreditamenti dei posti letto e su questa querelle abbiamo assistito prima ad un drammatico scontro interno al centrosinistra», dal quale si è evinto uno «stato confusionale».

LA FERMEZZA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA

Ammette la spaccatura, come aveva già fatto nei giorni scorsi Rifondazione Comunista: «Purtroppo», sostengono i rappresentanti del partito in consiglio regionale, «anche le forze che con noi avevano dichiarato la loro contrarietà ai nuovi accreditamenti hanno fatto marcia indietro. Per questo non abbiamo potuto che ribadire con chiarezza la nostra posizione, presentando in Consiglio regionale una risoluzione che richiede alla Giunta la revoca delle due delibere».

MASCITELLI (IDV): «A RISCHIO LA NOSTRA PERMANENZA NELLA MAGGIORANZA»

L'Italia dei Valori mette in discussione anche la permanenza all'interno della maggioranza: «ci siamo astenuti dal sottoscrivere e votare le due risoluzioni in Consiglio Regionale» sottolinea Mascitelli, «che di fatto non hanno cambiato nulla rispetto a quanto già deciso in Giunta e in contrasto con le precedenti dichiarazioni pubbliche di alcuni partiti. Non è più rinviabile», sottolinea ancora il capogruppo di Idv, «una verifica programmatica completa per un rilancio di una azione di governo che dia reale concretezza di un cambiamento rispetto al passato. Se questo non dovesse avvenire – ha continuato - il senso di responsabilità nei confronti dei 40.000 abruzzesi che hanno avuto fiducia nei valori che rappresentiamo, ci impone, al più presto, di ridiscutere negli organismi regionali e nazionali del partito le ragioni della nostra permanenza in modo organico all'interno di questa maggioranza».


D'ALESSANDRO (DL): «MAZZOCCA HA FATTO UN BUON LAVORO»

Più ottimista, ovviamente, il Consigliere Camillo D'Alessandro della Margherita «in un solo anno di attività Mazzocca è riuscito a conseguire risultati che il centro-destra non ha neanche immaginato in cinque anni di confusa attività. Mentre loro hanno cambiato un assessore alla Sanità quasi ogni anno, Mazzocca in pochi mesi ha dato vita all'Agenzia Sanitaria regionale, strumento necessario per la programmazione ed il controllo della Sanità, ed in breve tempo il Consiglio regionale potrà discutere finalmente del nuovo Piano Sanitario regionale scaduto da oltre cinque anni».

PISEGNA: «LA MAGGIORANZA E' COMPATTA»

Il vice Presidente del consiglio regionale, Nicola Pisegna Orlando, boccia invece l'ipotesi di una spaccatura all'interno della maggioranza: «Questa maggioranza, su argomenti così delicati e di grande interesse per i cittadini abruzzesi, ha inaugurato un nuovo metodo di confronto che in passato avrebbe portato, come accaduto in più occasioni, alle dimissioni e sostituzioni dell'Assessore alla sanità».

DI PAOLO(DC) : «L'ASSESSORE SI DIMETTA»

Il Consigliere Bruno Di Paolo, commentando ha invece chiesto «le dimissioni dell'Assessore di Rifondazione comunista dal Governo regionale, per rispetto nei confronti dei propri elettori che non condividono l'orientamento assunto sul problema degli accreditamenti dei posti nelle cliniche private. Un comportamento, ha proseguito Di Paolo, alla Ponzio Pilato, che di volta in volta si manifesta a seconda delle necessità».

18/05/2006 11.27