Asl Chieti. Meglio un cantiere subito che la sentenza del Tar domani

Alessandro Biancardi

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C'è la Asl di Chieti ancora nel mirino del consigliere Udc, Mario Amicone che ha presentato una interrogazione che dovrà essere discussa nel prossimo Consiglio regionale.
Secondo alcune voci che richiedono conferma ufficiale «nelle more della sentenza del Tar avvenuta il 20 aprile il Direttore Generale di quella Asl ha provveduto ugualmente ed imprudentemente a dare attuazione alla delibera di aggiudicazione dell'appalto ancora “ sub judice” e quindi non ancora esecutiva disponendo in data 5 aprile la stipula del contratto ed addirittura in data 10 aprile la consegna dei lavori».
Sembrerebbe inoltre che la stessa ditta aggiudicataria (Ati De Cesare – Di Cosmo), stante l'incerto esito del giudizio che poi appunto in data 20 aprile è risultato negativo nel senso che la delibera di aggiudicazione è stata annullata, «ha ovviamente e immediatamente dato inizio ai lavori per precostituire forse le premesse ad una successiva azione risarcitoria».
Ma Amicone insiste e vuole sapere anche se il Direttore Generale Maresca, «anche in disprezzo a qualsiasi forma di buon senso» abbia affrettato ed anticipato l'esecutività di una delibera non ancora esecutiva sottoponendo così l'Azienda a possibili e prevedibili rischi di natura risarcitoria.

«E' già il secondo “infortunio” per il manager Mario Maresca, Direttore Generale della Asl di Chieti», commenta Amicone, «dove sembra che alcuni interessi di bottega prevalgano su quelli più generali della salute dei cittadini. Dopo il pasticcio burocratico per la rimozione, per chiari motivi di appartenenza politica, di Rispoli da Coordinatore Amministrativo - continua Amicone – un'altra tegola si aggiunge alla irresponsabile gestione della Sanità a Chieti che rischia di pagare un costo molto salato per la disinvolta gestione della cosa pubblica. Maresca deve spiegare alla collettività e tramite il suo assessore di riferimento deve rispondere ad un'apposita interpellanza presentata dal sottoscritto in Consiglio Regionale sui motivi e le ragioni che lo hanno indotto ad affrettare le consegne dei lavori del suddetto reparto per anticipare una sentenza che molto probabilmente immaginava già sfavorevole.
«Se questa è la “ nuova diligenza” per dare una svolta alla gestione della Sanità», conclude Amicone, «noi saremo impegnati affinché le allegre e disinvolte gestioni non pesino né sulla salute e né sulle tasche dei cittadini ma che a pagare saranno, attraverso adeguate azioni di responsabilità contabile e patrimoniale ( Corte dei Conti ) coloro che hanno e continuano furbescamente a calpestare i principi elementari di sana e buona amministrazione della cosa pubblica».

12/05/2006 10.48