L’Aquila. Un ordine del giorno urgente per le insegnanti precarie

Alessandro Biancardi

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Il prossimo 9 giugno dieci maestre che prestano il servizio prescuola ed interscuola saranno nuovamente licenziate.
Infatti scadrà il loro contratto a tempo determinato e l'Afm, la municipalizzata che ha ottenuto la gestione del servizio, le riassumerà probabilmente a settembre ad anno scolastico iniziato.
Ancora il problema del precariato generato dai cosiddetti contratti atipici.
«Per questo motivo», spiegano i consiglieri comunali Angelo Mancini (Sdi) e Enrico Perilli (Ds), «abbiamo presentato ieri mattina un ordine del giorno urgente firmato sia da consiglieri di maggioranza che di opposizione, che verrà discusso al Consiglio comunale del 15 maggio, con cui chiediamo che il Sindaco dell'Aquila assuma tutti i provvedimenti necessari affinché il Cda dell'Afm dia immediata esecuzione alla mozione, deliberata in maniera unanime dal Consiglio comunale nel 2004, con cui la Spa si impegnò a stabilizzare le 10 insegnanti con contratti a tempo indeterminato».
Sono tre anni che l'Afm utilizza queste 10 maestre non solo per il servizio nella scuola che è stata loro assegnata, ma anche per coprire eventuali assenze di colleghe impiegate in altre scuole perché il Comune non ha accantonato le somme necessarie per la sostituzione delle stesse.
In questo modo si trovano a dover svolgere ruoli differenti in strutture scolastiche differenti e distanti tra loro impedendo la continuità nella didattica. Il tutto per uno stipendio di circa 500 euro al mese ed almeno 18 ore settimanali di lavoro.
«Tale situazione provoca un doppio danno», chiariscono i consiglieri, «alle insegnanti che guadagnano poco e devono dividersi tra diverse scuole ed ai bambini che iniziano l'attività didattica con determinate maestre che poi sono messe nelle condizioni di non poterla continuare. Tutto questo perchè l'Afm non ha rispettato gli impegni presi con il Consiglio comunale al quale aveva anche chiesto la gestione del servizio in questione fino al 2011 così da avere il tempo necessario per stabilizzare le maestre. Il Consiglio comunale accettò la proposta ed in cambio il presidente, Paolo Mannetti, non ha provveduto a fare quanto promesso. La situazione risulta drammatica sia per le scuole che subiscono un'interruzione dell'attività e sia per le dieci insegnanti che effettuano questo tipo di servizio da 13 anni senza avere avuto ancora garanzie per il loro futuro. Vorremmo ricordare che l'Afm è una società per azioni e quindi dovrebbe mettere in pratica gli indirizzi che riceve dall'unico socio, cioè il Comune. Di qui la nostra richiesta di intervento da parte del primo cittadino e dell'intera Giunta comunale».

12/05/2006 7.44