Un "Centro regionale di medicina dei viaggi e delle migrazioni"

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Il progetto di legge è stato presentato dal consigliere Ds Gianni Melilla.
«Negli ultimi anni sono ritornate attuali nel nostro Paese alcune malattie infettive che fino a qualche anno fa erano considerate debellate o comunque ampiamente controllate», ha spiegato Melilla, «a tale fenomeno si affianca quello della comparsa di malattie 'nuove' il cui rischio di introduzione può essere determinato dai movimenti internazionali di uomini e merci. Inoltre, in questo contesto, non vanno trascurate le tradizionali problematiche sanitarie connesse ai flussi migratori. L'aumento dei flussi migratori richiede interventi non più rinviabili in un sistema sanitario che voglia tener conto delle esigenze epidemiologiche di una società ormai multietnica con abitudini di vita e modalità comportamentali non più ignorabili. D'altra parte, non va dimenticato che il turismo rappresenta una delle principali fonti di reddito per la nostra Regione».
Si sarebbe dunque evidenziata la necessità da parte dei cittadini di ricevere informazioni e assistenza sulle nuove problematiche sanitarie. Tutto avrebbe reso sempre più attuale la Medicina dei viaggi e delle migrazioni come area interdisciplinare finalizzata alla prevenzione delle più svariate patologie: quali le malattie infettive, tropicali, da altitudine.
L'istituzione all'interno dell'Ufficio Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell'Azienda USL di Pescara del Centro Regionale di Medicina dei viaggi e delle migrazioni «risponde dunque all' esigenza di fornire concreti e validi punti di riferimento ai cittadini abruzzesi in specifici e peculiari settori della Sanità».
Le norme del provvedimento legislativo presentato intendono il Centro Regionale di Medicina dei viaggi e delle migrazioni come «centro di riferimento scientifico e di ricerca al fine di supportare e potenziare l'attività svolta dagli ambulatori di Medicina dei viaggi dei Dipartimenti di prevenzione delle singole ASL (dove si attuano già alcune misure di profilassi per tali patologie) con modalità più moderne e con supporti informatici che consentano il collegamento con analoghi centri italiani e con organismi nazionali e internazionali quali l'OMS e C.D.C. (Centers for disease control) di Atlanta, i servizi dell'UE nonché il CCM italiano (Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive)».
«L'istituzione del Centro regionale di medicina dei viaggi e delle migrazioni e il progetto ad esso connesso», conclude Melilla, «intende dunque rispondere alle nuove esigenze sanitarie emergenti nella società italiana in tema di viaggi e soggiorni all'estero per scopi lavorativi, umanitari e turistici».

04/05/2006 14.34