Agricoltura. Un progetto di legge per evitare la "frammentarietà dei fondi"

Alessandro Biancardi

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Il capogruppo della DC alla Regione Abruzzo, Bruno Di Paolo, ha presentato ieri mattina un progetto di legge “volto a favorire la ricomposizione fondiaria e lo sviluppo socio-economico delle zone montane”.
Secondo l'esponente della DC è proprio la “frammentarietà dei fondi” a causare l'abbandono progressivo delle colture, per gli eccessivi costi di lavorazione di terreni di modesta estensione che rendono l'attività agricola “sicuramente antieconomica”.
Oltre a rappresentare un impoverimento per l'economia di tutta la regione, l'abbandono dei campi e dell'agricoltura è causa dell'insorgenza di altre problematiche come ad esempio i dissesti idrogeologici «per il contestuale abbandono di quelle infrastrutture naturali che garantivano il deflusso delle acque e la conseguente stabilità dei pendii».
«Tale proposta - si legge in una nota agli organi di stampa - è una modifica dell'attuale normativa che prevede contributi a copertura totale o parziale delle spese per gli atti di compravendita e permuta dei terreni, ma solo per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli a titolo principale residenti nell'ambito delle singole comunità montane».
Proprio queste particolarità della normativa erano fonte, secondo Bruno Di Paolo, della sua scarsa efficacia, poiché i coltivatori diretti, soprattutto nelle zone montane, sono pochi e per la maggior parte anziani, e gli imprenditori agricoli sono numericamente insignificanti. Inoltre, continua la nota, l'acquisizione di terreni da parte di chi non è un coltivatore diretto, anche di appezzamenti di limitata estensione e modesta redditività, è troppo onerosa per l'elevata incidenza, rispetto ai costi degli stessi terreni, delle spese notarili di registrazione, trascrizione e voltura. Ecco il senso della proposta di legge: estendere le agevolazioni economiche anche ai non coltivatori diretti e a chi non è imprenditore agricolo in via esclusiva e simultaneamente abbassare i costi per le spese notarili che fino a questo momento hanno rappresentato oggettivamente un ostacolo alla ricomposizione fondiaria. Grazie a questa legge, ne è convinto Di Paolo, «si potrà ridare impulso alla ripresa agricola delle zone montane, anche da parte di soggetti che normalmente svolgono altre attività», riuscendo così a coniugare «il miglioramento della qualità territoriale, ambientale e paesaggistica dello spazio rurale» con l'incentivo all'occupazione nel settore agricolo.

Francesco Bottone 03/05/2006 9.28