«Il sindaco Pietrocola come Povia: vuole bene ai piccioni»

Alessandro Biancardi

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VASTO. A 4 anni da uno studio dell’Asl che dimostra la pericolosità per la presenza massiccia di piccioni, l’amministrazione comunale non trova una soluzione per risolvere il problema.
Il sindaco di Vasto Filippo Pietrocola tiene talmente tanto alla tranquillità dei suoi piccioni che non osa cambiare le loro abitudini quotidiane.
Non è bastato, infatti, un primo studio dell'Asl, (datato 2002), che aveva decretato il pericolo per la massiccia presenza dei volatili per trovare un rimedio.
Anche il Dipartimento di Malattie Infettive, dell'Istituto Superiore di Sanità di Roma parla chiaro: «La massiva presenza dei colombi nelle aree urbane crea sempre più spesso gravi problemi igienico-sanitari».
L'animale, si legge nello studio medico, «può veicolare numerosi agenti patogeni ed essere a sua volta infestato da vari ectoparassiti. Fra questi, la zecca del piccione, è senz'altro l'artropode ectoparassita più importante dal punto di vista della salute umana. (leggi l'intero studio)

Queste scoperte erano state portate alla luce anche dallo studio commissionato dal Comune alla Asl di quattro anni fa. Ma da quel giorno gli animali vivono ancora indisturbati.
Oggi l'associazione civica “Porta Nuova” di Vasto denuncia lo scarso interesse dimostrato dell'amministrazione per la questione. «Dopo la petizione pubblica del maggio del 2004, firmata da 800 cittadini, una lettera aperta prima, e in seguito la diffida inviata al Sindaco perché desse risposta alla petizione (luglio 2004), un invito rivolto, ancora al primo cittadino da parte della Prefettura (Agosto 2004), incontri rassicuranti tra amministrazione e associazione» arriva una delibera, in cui si assume l'impegno di spesa (15.000 euro), e si affida l'incarico di procedere per un nuovo studio della situazione.
Non restava altro che aspettare che la Asl facesse il suo lavoro. E invece no.
Un nuovo studio viene realizzato ma, per la seconda volta, «per finire chiuso in un cassetto». E ciò per la buona ragione che «sebbene la delibera fosse»,come si legge, «ai sensi dell'art. 134 del D.Lgs. 267/2000”- immediatamente eseguibile», la somma, deliberata, non è mai stata resa effettivamente disponibile.
«Da qui la scelta dell'Asl di non rendere disponibile lo studio», spiega quindi l'associazione civica.

In tutta Italia la questione apparterrebbe all'ordinaria amministrazione. «Anche a Chieti, a Lanciano, ad Atessa», spiegano gli organizzatori di “Porta Nuova”, «sono state assunte da anni, una serie di opportune misure, tra cui, ad esempio, l'alimentazione controllata a base di nicarbazina, che ha l'effetto di sterilizzare i colombi».
A Vasto no. «Quattro anni, a Vasto, non sono stati sufficienti al Comune per definire, su un argomento banale come questo, una sua iniziativa».

26/04/2006 11.50