Fotocamera alla mano: ecco come è ridotta Chieti

Alessandro Biancardi

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CHIETI. La minoranza in consiglio comunale imbraccia una fotocamera alla ricerca dei posto più deprimenti della città. Dove sono finite le aree verdi?

Un passo indietro nel tempo per ricordare la Chieti di una volta. Ci pensa Vincenzo Ginefra, responsabile della comunicazione di Forza Italia a fare un confronto tra passato e presente.
«Una volta Chieti era una bella città, curata, pulita, ordinata, con un bell'aspetto», ricorda, «anche con i fiorellini di stagione che davano il benvenuto a coloro che arrivavano da fuori».
Un “Amarcord” dedicato anche alla tanto discussa Villa comunale: «era curata; dietro la fontana monumentale, pulita e restaurata tre anni fa, c'era una bella scritta di essenze vegetali indicante “Città di Chieti”».




Un affettuoso e colorato saluto per quanti arrivavano da fuori e che oggi vengono accolti da terra secca e ingiallita. Dei fiorellini non c'è rimasto niente, o quasi.
«Oggi Chieti è così», sbotta la minoranza al Consiglio Comunale, che si prende la briga di fotografare gli scorci più deprimenti della città. «Il sindaco e i suoi collaboratori», incalzano ancora, «sono troppo impegnati a costruire balle politiche da propinarci, aumentare le tasse, distribuire poltrone, sgabelli, strapuntini».
«Al posto dei fiori», sottolinea Vincenzo Ginefra, «in una città che amo, che è l'unico patrimonio comune a tutti i teatini, ci sono erbacce e qualche timido papavero rosso».
Le immagini parlano da sole.

21/04/2006 14.12