Lanciano. Le elezioni comunali gettano nel caos il centrosinistra

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. A poche settimane dalle elezioni comunali il centrosinistra è spaccato. A creare scompiglio Ds e Margherita a discapito delle forze minori ma in forte crescita
A poche settimane dal voto comunale a Lanciano ci sono gravi spaccatura nel centrosinistra che non preannunciano niente di buono. Gian Luca Bellisario (Idv) denuncia la scarsa attenzione che viene riposta nel suo partito e alla sua crescita. In queste ore è preponderante il ruolo di Margherita e Ds che sembrano decisi a schierare il loro uomo per le prossime elezioni. Chi è il candidato giusto per contrastare il centrodestra, e probabilmente il sindaco uscente Filippo Paolini?

Bellisario non ci pensa due volte e spara a zero sull'attuale coalizione di Centrosinistra. Nel 2003 l'Italia dei Valori a Lanciano fa incetta di consensi: sfiora l'8% di voti, e ottiene «un risultato eccezionale», condiviso con quasi 2000 cittadini «che ci regalarono il proprio consenso, e che ci fanno pensare che anche a Lanciano l'egemonia dei grandi partiti sia finita a favore dell'egemonia delle idee e dei progetti concreti».
Bellisario, intenzionato a candidarsi per le prossime comunali lascia perdere per «sostenere Lucio Russi perché credevo, insieme al mio partito che si è esposto a tutti i livelli (regionale, nazionale e locale) che Russi avrebbe potuto essere “l'antifosco” per eccellenza ma mai avrei pensato che la mia rinuncia sarebbe stata tradita dallo stesso Russi».
Ma in realtà questa rinuncia non ha fatto altro che riportare al caos.
«Un caos che vede prevalere il regno dei numeri al di sopra di quello delle idee e della politica», sostiene l'esponente di Idv.
«A Lanciano le candidature si improvvisano e si giocano ai dadi. Si torna sulle divisioni territoriali tra Margherita e DS, come se, dal 2001 ad oggi, non fossero nate nuove e forti forze politiche come la nostra. Si continua a fare i conti in nome dell'Unione, ma i notabili e i contabili, restano solo quelli di DS e Margherita».
Se Idv, alle recenti politiche, è cresciuta ancora a Lanciano, nell'Unione non se ne tiene conto e a molti non sembra vero di «tornare a fare da locomotiva di un treno dove, però, i vagoni sono aumentati con la partecipazione di nuovi partiti, liste civiche e associazioni che prima non esistevano».
La delusione per Bellisario è palpabile: «mi sento preso in giro dalla mia stessa parte politica che, dopo quasi 18 mesi, si è ridotta ameno di 5 giorni dall'ufficializzazione di una candidatura a sindaco, prendendo in giro i cittadini e gli stessi candidati dei cui nomi ormai si è perso il conto. Se a Lanciano il centrodestra vincesse non ci sarebbe da stupirsi poiché, non tutti, come me, seguiranno il consiglio di Montanelli di tapparsi il naso e votare la tua coalizione solo perché a Lanciano cessi la dittatura».
Bellisario ha inoltre annunciato come dirigente regionale IDV e come cittadino di Lanciano, «in libero dissenso dalla mia stessa segreteria politica locale», che non sarà presente «come candidato al Consiglio Comunale, per appoggiare politici, programmi e strategie che non condivido e che non ho mai condiviso».
20/04/2006 11.09