Metropolitana: «la madre di tutte le opere incompiute»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Goffredo Palmerini stila un (lungo) elenco delle opere rimaste in sospeso negli ultimi 8 anni. E sulla metropolitana di superficie tuona: «è un’opera disastrosa»
Metropolitana di superficie a l'Aquila: il progetto bocciato in pieno dall'opposizione comunale.
Secondo Goffredo Palmerini, capogruppo consiliare della Margherita se ne ricaveranno «solo pesanti conseguenze per i cittadini».
L'operazione, viene giudicata «fuori da qualsiasi logica di pianificazione del traffico e della mobilità» cittadina, con lavori «talvolta affidati senza le prescritte autorizzazioni».
Secondo il capogruppo della Margherita ci sarebbero stati anche «ritardi e sospensioni dei cantieri che graveranno per milioni di euro di danni sulle casse del Comune».
E quando sarà finita, «semmai si completerà», sembra che siano necessari almeno ventimila passeggeri al giorno per non fare in modo che il servizio pesi sulle casse del Comune, «oltre il salato canone annuale pagato al concessionario dell'opera».

E Palmerini ricorda anche (come probabilmente molti cittadini) il giorno in cui, quattro anni fa, si presentò «questa opera disastrosa» con «l'esposizione del trenino lungo il Corso».
Gli anni sono passati «e il Consiglio comunale è sempre stato escluso da ogni rilevante decisione sull'opera, rigorosamente gestita dalla Giunta».
Ma qualcosa ancora non convince: «Questa metropolitana rischia di diventare la madre di tutte le incompiute», tuona Palmerini, «alla faccia di chi delle cosiddette incompiute nel 1998 fece un cavallo di battaglia elettorale contro l'amministrazione Centi».
La lista delle incompiute effettivamente è lunga: «il campo di rugby sulla strada Bandiera, le gradinate dello stadio Fattori, il polo espositivo dell'ex mattatoio, il centro polifunzionale di Paganica, la strada tra la 17 bis e il Torrione a servizio delle scuole d'Acquasanta, solo per citarne alcune, perché l'elenco sarebbe lungo».
Palmerini si ferma qui, ma sarebbe interessante indagare ancora.

31/03/2006 12.00