Giunta Del Turco ancora nella bufera: «favoriti amici e sponsors»

Alessandro Biancardi

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Hanno praticamente fatto saltare sulla sedia moltissimi esponenti della stessa maggioranza di centrosinistra e consiglieri regionali le delibere della giunta Del Turco che hanno accreditato circa 120 nuovi posti letto a Villa Letizia (anche se trattasi di ex art.26) e 67 alla Società Giardino di Popoli.
La decisione ha creato scalpore anche perché le nuove disposizioni dell'esecutivo male si concilierebbero con le disposizioni invece approvate ad ottobre dal Consiglio regionale sulla materia. Una decisione che ha fatto infuriare Rifondazione comunista e che arriva in un momento in cui a ridosso delle elezioni la classe politica è chiamata a dare «chiari segnali» al mondo imprenditoriale che dovrà poi decidere di sostenere questa o quella parte politica.

Scelte elettoralistiche, secondo Rifondazione che parla anche di «lobby aquilane» e di «amici degli amici della politica pescarese».
Dentro i soliti nomi della sanità, della politica vicino a Margherita e Ds.
Soliti gruppi imprenditoriali che detengono fette abbondanti di potere che evidentemente hanno chiesto un anticipo.
«Prendiamo atto di come l'Esecutivo abbia mortificato vergognosamente, ancora una volta, il ruolo del Consiglio Regionale ignorando la decisione assunta da questi nella seduta del 26 ottobre scorso», ha detto oggi il capogruppo dell'Udeur, Angelo Di Paolo, «non è possibile che l'assessore Mazzocca e l'intera Giunta trattino come carta straccia una risoluzione proposta e firmata dal sottoscritto, dal V.P. Pisegna e dal Presidente della 2^ Commissione Verini e il Consigliere della Margherita Anna Maria Fracassi Bozzi e votata all'unanimità dal Consiglio con la quale si indicavano, all'Esecutivo, quali fossero le necessità delle zone interne e quindi le scelte consequenziali in termini di quantità e qualità dei servizi e di nuovi accreditamenti».
UDEUR
«Soprattutto», ha proseguito Di Paolo, «se si tiene conto del fatto che la risoluzione è stata adottata a seguito delle tensioni , forti e preoccupanti, determinate dal rischio di licenziamento dei lavoratori della sanità privata da parte di strutture ubicate sull'intero territorio della provincia dell'Aquila. Per questo», ha concluso Di Paolo, «faccio appello al buon senso ed alla onestà intellettuale che ha sempre contraddistinto l'operato del Presidente Del Turco affinché provveda, urgentemente, al ritiro delle due deliberazioni, e dia disposizioni per l'applicazione di quanto previsto nella risoluzione n°13/7 del 26 ottobre 2005. Anche perché, probabilmente, il Presidente ignora il fatto che, il presidio ospedaliero (questo si pubblico) di Tocco da Casauria, riconvertito il RSA ha 60 posti letto con un tasso di ospedalizzazione, pare, molto basso, e Popoli logisticamente dista solo 2 minuti di macchina : questo, sì, sarebbe un vero spreco di risorse pubbliche. Vede caro Presidente», aggiunge, «la risoluzione è uno strumento previsto dal regolamento assimilabile, nel caso in specie, ad un atto deliberativo a carattere programmatorio che è, e rimane, competenza esclusiva del Consiglio Regionale , mentre la Giunta è, e rimane, l'Organo esecutivo delle volontà del Consiglio. Non procedere a quanto raccomandato sarebbe un ulteriore atto a dispregio degli eletti che hanno votato il documento. Dimenticavo: gradiremmo sapere, dall'Assessore Mazzocca se al momento dell'assunzione delle deliberazioni in questione giacevano presso l'assessorato competente richieste di nuovi accreditamenti e, nel caso vi fossero, le motivazioni per le quali sono state privilegiate solo due strutture».
ITALIA DEI VALORI
«In questo momento è necessario da parte di tutti una prova di responsabilità, fugando sospetti di interessi partitici», sostiene il coordinatore regionale dell'Italia dei Valori Alfonso Mascitelli, «consideriamo a questo punto un atto dovuto la revoca delle Delibere di nuovi accreditamenti a strutture private, in attesa che venga approvato, con tutta la sollecitudine che vogliamo, lo schema per la costruzione del sistema di autorizzazione e accreditamento, in fase di preparazione da parte dell'Agenzia Sanitaria Regionale. La risoluzione approvata dal Consiglio Regionale nella seduta del mese di ottobre 2005, infatti, impegnava la Giunta ad una salvaguardia dei livelli occupazionali in ben determinate strutture sanitarie e non può essere considerata una cambiale in bianco che metta in discussione la razionalizzazione del numero dei posti letto con un adeguato riequilibrio tra pubblico e privato e tra le diverse realtà territoriali della nostra Regione. Inoltre, non è più sostenibile che un partito di maggioranza come l'Italia dei Valori debba apprendere di importanti decisioni della Giunta regionale dalla stampa. Appare quindi evidente, di fronte agli appuntamenti di un nuovo piano sanitario regionale, di un nuovo piano dei trasporti e di un nuovo piano di sviluppo rurale che non è più rinviabile una seria verifica programmatica, tra tutti i partiti di maggioranza, sui contenuti reali che si vuole dare all'azione di governo, rinunciando ai protagonismi mediatici che, da qualunque parte provengono, non giovano ai nostri concittadini.

16/03/2006 16.36