E a Pescara Berlusconi conferma «abbiamo mantenuto tutti i nostri impegni»

Alessandro Biancardi

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E a Pescara Berlusconi conferma «abbiamo mantenuto tutti i nostri impegni»
 MONTESILVANO (PE). Una convention fiume per dare coraggio ai suoi nello sprint finale. Discorsi a 360 gradi: giustizia, libertà, giornalismo, economia e «le bugie dell’opposizione». «La sinistra al Governo? Gli italiani non sono così masochisti».
Alle 17.40 il premier Silvio Berlusconi arriva al Palacongressi di Montesilvano.
L'inno di Forza Italia è assordante, le bandiere del partito sventolano e gli abruzzesi forzisti applaudono il loro leader.
Una ovazione con standing ovation.
Più di tre anni separavano Berlusconi e Pescara. Nell'ultima occasione ufficiale, datata 6 giugno 2003, in Piazza Salotto, il premier presentò l'allora candidato sindaco Carlo Masci (candidato alle prossime politiche nelle liste dell'Udc).

Questa sera Berlusconi è apparso sereno e ha sfoderato il sorriso delle grandi occasioni.
Ammette subito lo stress di un tour de force da campagna elettorale: «dormo tre ore a notte e quando mi sveglio ricevo colpi a destra e sinistra. Sono anche costretto a sentire cose che fanno mettere le mani nei capelli. Per fortuna adesso li ho».
«Se ne avete bisogno vi do il numero del mio specialista», dice sorridendo alla platea, riciclando una battuta già sentita venerdì scorso a Matrix.
«E' uno bravo, guardate che lavoro ha fatto», ribadisce indicando la sua nuova e folta capigliatura.
La folla è incontenibile, chiaro messaggio che l'autoironia premia.

LA LITE CON LUCIA ANNUNZIATA

Il sorriso si irrigidisce e si fa quasi ghigno quando annuncia «una sorpresa».
«Vi ho portato un regalo», spiega.
«Come saprete oggi sono stato protagonista di una avventura. Dopo molta insistenza ho accettato di partecipare al programma “In mezz'ora” di Lucia Annunziata. Non so quanti di voi abbiano visto la registrazione. Se volete ne ho qui una copia, così la vediamo tutti insieme, dal momento che io non ho ancora avuto modo di farlo».
La registrazione viene proiettata sui megaschermi e sembra, per qualche minuto di essere piombati in un cineforum, perché si sa già che alla fine la discussione ci sarà.
Scorrono così le immagini della trasmissione contestata, il pubblico partecipa alla visione, fischia quando parla la giornalista Annunziata e applaude al leader. Le scene si ripetono e così i commenti della gente che non risparmia critiche ed epiteti alla presunta faziosità della conduttrice.
Intanto il Berlusconi in diretta –quello vero ed in carne ed ossa- gongola, supportato dai suoi fans.

Al termine della proiezione c'è l'ovazione finale, la più impetuosa, nel momento in cui il leader di Forza Italia alza i tacchi e va via e in sottofondo si sente «…e poi dicono che controllo la Rai».
Le immagini sfumano, le luci si riaccendono, il presidente del Consiglio comincia la sua arringa difensiva.
«Come avete notato sono sempre stato educato. Dall'inizio dell'intervista ho subìto sovrapposizioni da parte della signora a tutte le risposte. Voi non la potevate vedere ma faceva segni e scuoteva la testa ad ogni mia affermazione».
Il pubblico applaude, per far capire distintamente che anche in questa occasione sta dalla sua parte.
Il premier legge poi le dichiarazioni arrivate nelle ore successive alla messa in onda della puntata. «Angius ha commentato», illustra il leader con un sorriso ironico, «Berlusconi è come un bambino che batte i piedi se viene contraddetto. E' intervenuto anche l'Usigrai (il sindacato interno alla Rai dei giornalisti, ndc) sulla questione», continua divertito, «l'Annunziata merita complimenti. Questa intervista ci ricorda quanto deve
essere incalzante l'informazione».
Ma l'arringatore decide di non replicare alle accuse e sterza violentemente su “i signori della sinistra” e campagna elettorale.

«I SIGNORI DELLA SINISTRA»

«La campagna elettorale», sostiene il premier, «sta portando a galla tutto quello che i signori della sinistra vogliono fare. Loro in questi cinque anni non hanno mai avanzato proposte, mai votato leggi che andassero a favore dello Stato, sempre fatto ostruzionismo, dato vita ad una serie infinita di menzogne, seminato pessimismo tra la gente e tra i consumatori, organizzato migliaia di scioperi all'anno. Si sono inventati una legge chiamata “par condicio”, per colpire, come unico bersaglio, il presidente del Consiglio».

I TEMI CALDI

A proposito dei soldi che sarebbero stati consegnati all'avvocato David Mills per una presunta falsa testimonianza, episodio che è valso un nuovo rinvio a giudizio per il premier, questi ha dichiarato: «Giuro sui miei figli, sulla loro testa che non so nulla. Da presidente del Consiglio giuro che lascio la politica» se dimostrano le accuse nei «miei confronti».
«Sono estremamente preoccupato», continua senza sosta, «perchè i partiti della Casa delle Libertà sono sotto accusa dai magistrati. Hanno cominciato con Storace, la cosa scandalosa è che gli arresti erano già decisi il 16 ottobre e le persone della sinistra erano già a conoscenza di questa situazione. Perché si è deciso di aspettare fino ad un mese dal voto? Ragioni politiche, elettorali», ha osservato il premier.
Il presidente del Consiglio parla poi di un altro esponente di An, Silvano Moffa, «hanno scovato un abuso d'ufficio di dieci anni fa», c'e' «un fine di giustizia politica e mediatica».
Infine «ieri hanno pensato che il
signor Cesa avesse qualcosa su cui frugare. Anche questa accusa arriva a 30 giorni dal voto».

I MEDIA

«Io ho compiuto un errore», ammette Berlusconi. «Negli ultimi quattro anni e mezzo non sono andato in televisione perché pensavo che i risultati raggiunti dalla Casa delle Libertà avessero la forza di farsi strada da soli in mezzo ai cittadini. Ma mi sono sbagliato perché non avevo messo in conto la forza della bugia della sinistra. Noi abbiamo portato a compimento tutto il famoso contratto con gli italiani», dichiara soddisfatto. «Abbiamo mantenuto ogni punto, tranne uno».
Partono poi brevi quanto conosciute affermazioni rivolte ai media.
Piccoli flash che fanno scaldare gli animi della folla.
«Il direttore Paolo Mieli mi ha finalmente dato ragione con le sue dichiarazioni. Il “Corriere” si è dichiarato, “La Stampa” lo farà presto così come credo anche “Il sole 24 ore”. E tutto questo è la riprova che la sinistra era l'unico modo per i giornalisti di trovare il lavoro».

IL FUTURO.

Berlusconi parte da un concetto.
«Gli italiani non sono masochisti. E per questo, alle prossime politiche, non potranno votare la sinistra. Se la sinistra dovesse andare al Governo ci troveremmo dinanzi ad una democrazia squilibrata. Noi ormai siamo una squadra consolidata», commenta soddisfatto. «Dobbiamo riconoscere che una squadra ex novo dovrebbe ricominciare da capo il lavoro che abbiamo intrapreso in questi ultimi cinque anni. Noi ormai abbiamo capito e imparato a gestire “l'industria Italia”».
Non mancano poi aneddoti “simpatici” che il Premier utilizza per mettere in luce gli sprechi dei governi precedenti.
«Un giorno mi trovai faccia a faccia con la Tacher a difendere il mio amico Tony Blair.Lei sosteneva che Blair fosse un megalomane perché a Downing street si avvale di 123 collaboratori. Io le dissi: signora si metta seduta. Quando sono arrivato a Palazzo Chigi io ne ho trovati 4800, di amici di amici che ad ogni cambio di governo ne infilavano un centinaio».
Sembra che la Tacher rimase a bocca aperta e rispose con un esterrefatto “Really?”

«16 SITI PER DENIGRARMI»

La campagna di denigrazione sarebbe svolta sempre per il leader di Forza Italia anche attraverso internet e «16 siti nati per screditare il lavoro di Forza Italia». Il resto si compirebbe con l'alterazione dei numerosi manifesti elettorali ritoccati con «nasi finti da pagliaccio, corna e scritte di dubbio gusto».
Berlusconi ha ricordato poi il suo nuovo ruolo: «adesso sono anche ministro della Salute. Sono espertissimo di Aspirina, se qualcuno ha bisogno… sono a disposizione per un consulto gratuito».


BERLUSCONI E L'ABRUZZO

Naturalmente il capo del governo non può andare via da Montesilvano senza aver ringraziato quella parte di Abruzzo che ha «collaborato attivamente agli impegni di questi cinque anni di amministrazione», che poi sono gli stessi candidati per lo più nelle liste elettorali.
«Il primo ringraziamento va all'amico Andrea Pastore, relatore della stesura della nuova costituzione, che ha fornito un apporto fondamentale».
Un saluto particolare anche a Sabatino Aracu, che Berlusconi definisce “un cane da polpaccio”.
«Quando Aracu vuole realizzare qualcosa lo trovi sempre fuori dalla porta. Ti tortura fino a quando non lo accontenti».

Alessandra Lotti 12/03/2006 21.02