Arriva il Margherita Express ma Rutelli non c’è

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Rutelli preferisce l'apertura della campagna elettorale del Lazio dove in queste ore si sta consumando lo "Storacegate" che sta diventando tema principale della campagna dei due schieramenti. Franco Marini è pacato anche perchè ha già in tasca un posto da ministro.

PESCARA. Rutelli preferisce l'apertura della campagna elettorale del Lazio dove in queste ore si sta consumando lo "Storacegate" che sta diventando tema principale della campagna dei due schieramenti. Franco Marini è pacato anche perchè ha già in tasca un posto da ministro.




Il treno arriva puntuale alla stazione di Pescara centrale, ma Francesco Rutelli non c'è.
Facce tirate ed espressioni di delusione per lo stato maggiore della Margherita abruzzese che lo attendeva al binario.
Doveva essere il giorno della Margherita ed invece la grande manifestazione che si attendeva non c'è stata.
Erano presenti tutti i candidati della Margherita, l'assessore alla sanità Bernardo Mazzocca, Franco Marini, naturalmente il sindaco di Pescara, Luciano d'Alfonso, il presidente la provincia di Chieti, Tommaso Coletti.
In definitiva un appuntamento tutto giocato in casa.
«Forse è stata colpa mia se Rutelli non è venuto oggi», dice enigmatico Franco Marini scoprendo qualche responsabilità che tuttavia rimane oscura alla rada platea che nel frattempo si è spostata al museo Vittoria Colonna.
La realtà è che Francesco Rutelli ha preferito rimanere a Roma dove c'è l'apertura ufficiale della campagna elettorale della Margherita: di sicuro una vetrina molto più importante rispetto al tranquillo Abruzzo.
Folle oceaniche non se ne sono viste: la sala del museo era piena a metà, amministratori, politici, volti noti della “ribalta” abruzzese, pochissimi cittadini, qualche anziano attirato dallo spiegamento di forze e dal trambusto.
D'altronde oggi rimane pur sempre una giornata lavorativa.
«L'attenzione per l'Abruzzo della Margherita rimane alta; qui, infatti, si è svolta la grande festa della neve di Rocca di Mezzo», dice Bernardo Mazzocca quasi per giustificare l'importante assente.
«Dunque, posso dire che la nostra squadra è ben dotata e rodata, di alto profilo», aggiunge, «ovviamente miriamo a mantenere lo strepitoso risultato che abbiamo avuto nelle ultime elezioni regionali e amministrative e magari anche fare meglio. Ed è indubbio che Franco Marini potrà andare a ricoprire un ruolo fondamentale nel prossimo governo di centrosinistra».
«Stiamo lavorando sodo su tutto il territorio nazionale ma, chissà, che un risultato strepitoso non possa portarci anche il secondo senatore», spera Renzo Musetti, «è tuttavia una campagna elettorale difficile con le solite falsità, gli effetti psicologici e gli sgambetti irregolari. La verità è che l'Italia si è fermata e che la ricchezza e si è spostata dai più poveri verso i più ricchi. Trovo scandalose le ultime notizie e mi riferisco alle spie e gli investigatori per controllare gli avversari politici. Lo “Storacegate” è una questione da chiarire al più presto. Non era mai accaduto», continua Musetti, «e questo non fa altro che dimostrare che per questa destra non esistono regole né principi. Credo che sia opportuno che il ministro dell'Interno riferisca al
Parlamento e che quest'ultimo si riunisca per discutere la gravissima situazione che sta venendo a galla».

Quando Franco Marini prende la parola, tuttavia, esordisce con un aneddoto, quasi per smorzare i toni polemici del suo predecessore.
«Ricordo quello che mi disse un cittadino di Scanno dopo un mio comizio qualche anno fa», ha raccontato Marini, «avevo parlato per più di un'ora e me l'ero presa per tutto il tempo con Berlusconi. La gente sembrava gradire e sorride. Poi alla fine mi avvicina un cittadino del posto e mi dice “fate bene ad elencate gli errori di Berlusconi ma poi diteci anche quello che intendete fare”. Dunque cercheremo di illustrare il nostro programma oggi. I nostri obiettivi principali sono volti naturalmente alla difficile ripresa dell'Italia. L'Italia si è fermata ma può ancora riprendersi. Il prossimo governo avrà un compito difficilissimo che quello di risollevare la nostra nazione. Ma non dico che sia tutta colpa del centro destra… magari la situazione internazionale ha avuto una certa influenza, ma di sicuro gli errori di Berlusconi ed i suoi non hanno giovato all'Italia. Le difficoltà soprattutto per le famiglie monoreddito sono nuove ed inedite, vivono disagi gravi e recenti. Vogliamo poi strappare i giovani dall'agonia di questo precariato: pensiamo che per far ripartire il paese ci sia la necessità di ridurre questo dilagante piaga».

Dunque nulla di nuovo sotto il sole in questa puntata un po' sottotono della campagna elettorale della Margherita.
È probabile che si attendano tempi migliori e chissà, forse, più in là Francesco Rutelli tornerà ancora in Abruzzo.
Intanto si parla della prossima data importante che potrebbe essere quella del 1º aprile –scherzi a parte- per Romano Prodi nella nostra regione.

10/03/2006 12.22