Montesilvano. Anche i Ds dicono sì alla nuova torre D'Andrea alta 60 metri

Alessandro Biancardi

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Montesilvano. Anche i Ds dicono sì alla nuova torre D'Andrea alta 60 metri
  IL PROGETTO
I Democratici di Sinistra al Comune di Montesilvano hanno ufficialmente dato il proprio via libera alla prevista costruzione della ‘torre' D'Andrea presso il curvone del Piano particolareggiato 1.
L'assenso al progetto è giunto al termine di un vertice svoltosi a Palazzo di città, alla presenza di consiglieri e assessori.
«I Democratici di Sinistra – ha spiegato il vicesindaco Marco Savini – hanno visionato con l'ausilio dell'ufficio tecnico la proposta presentata dalla società D'Andrea e che presto dovrà approdare in Consiglio comunale. E al termine della discussione è arrivato il via libera, tuttavia con l'inserimento di alcune prescrizioni precise».
La deroga all'altezza per la costruzione della ‘torre' dovrà essere condizionata «a un'organizzazione spaziale – ha puntualizzato il vicesindaco Savini – che minimizzi l'impatto visivo della torre stessa sulla prospettiva del mare, garantendo dunque la creazione di una piazza in superficie a uso pubblico e aperta verso il mare. Poi appare fondamentale la riorganizzazione del volume del lotto 22b (di proprietà della Immobiliare Abruzzese), che dovrà essere ricondotto all'interno del progetto in modo organico e funzionale, evitando ulteriori ‘consumi' della superficie disponibile».
I Democratici di Sinistra hanno anche chiesto «uno studio concreto della viabilità che conduca a una razionalizzazione delle attuali sedi stradali, sempre ricordando la necessità di inserire l'area del curvone nel contesto complessivo del PP1 e della città, per definire una mobilità nuova e più attenta alla qualità della vita».
«Dobbiamo ricordare – ha proseguito il vicesindaco Savini – che il Pp1 e lo stesso curvone sono sempre stati ritenuti aree strategiche per lo sviluppo futuro di Montesilvano, e tale caratteristica dovrà essere tenuta presente quando si dovrà approvare il progetto che deciderà la loro futura e definitiva destinazione. L'area del curvone rappresenta, forse, l'ultima ‘carta' che l'amministrazione comunale ha proprio per definire l'assetto urbanistico, economico e sociale dell'intera area. Per questo non si può semplicemente dire ‘torre sì' o ‘torre no'. I Diesse dicono ‘torre sì' purchè sia un'opera qualificante per la città e garantisca il riassetto della mobilità e della viabilità in tutto il comprensorio, andando oltre il Pp1, guardando verso via Cavallotti e pensando alla soluzione di due nodi: il sottopasso ferroviario, che rappresenta una conquista degli anni '80 e un elemento di forte impatto; il recupero dell'area dell'autogrill, che non rappresenta un'area di servizio, ma un elemento di degrado”. In altre parole, secondo i Diesse, “la sistemazione futura del curvone va decisa tenendo a mente la complessità dell'intera area circostante».
I Ds, tra le altre condizioni, hanno anche chiesto che una parte dei soldi «introitati grazie al progetto, siano utilizzati per la realizzazione del Parco (circa 100 mila euro) e di opere di miglioramento della mobilità; hanno poi sollecitato l'utilizzo di materiali di qualità (acciaio, vetro, soluzioni che garantiscano il risparmio energetico e il riutilizzo delle acque), evitando che la torre si trasformi in ‘casa parcheggio'. Infine – ha concluso il vicesindaco Savini – abbiamo giudicato buona la proposta in merito alla soluzione architettonica adottata, suggerendo però una sua rimodulazione e soprattutto il ricorso a una firma di prestigio, per dare vita a una struttura che possa realmente diventare un simbolo per Montesilvano».

08/03/2006 9.22