Cisl: «Sanità abruzzese malata. Bisogna risparmiare»

Alessandro Biancardi

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«Dall'incontro tenutosi con il Direttore Generale dell'Agenzia Sanitaria Dott. Di Stanislao e i Sindacati», spiega Gianni Tiburzi, segretario Cisl, «è emerso che, tra le principali malattie dell'economia della sanità abruzzese, si evidenzia l'inappropriatezza dei ricoveri e degli interventi, che fino ad oggi ha consentito, con costi esorbitanti per la società, di ospitare tutti negli ospedali».
La Cisl d'Abruzzo condivide la prima bozza di progetto di razionalizzazione presentato dall'Assessorato alla Sanità che prevede, entro l'anno, la riduzione del 13% dei ricoveri inappropriati, riducendo di 29 punti il tasso di ospedalizzazione, dal 249 per mille al 220 per mille, a fronte della media nazionale del 146 per mille.
Il primo risparmio previsto è di 128 milioni di euro che si otterrà sulla limitazione dei ricoveri e le prestazioni erogate in regime diurno, al quale si aggiungerà un risparmio di 11 milioni di euro per il provvedimento di riduzione delle chirurgie.
Negli anni successivi al 2006 organi ispettivi interni ed esterni alle Asl accerteranno, con azioni mirate, tutte le eventuali inappropriatezze delle prestazioni, dei ricoveri ed altro.
«Conseguentemente alle risultanze», sottolinea Tiburzi, «saranno ridotti i relativi budget di finanziamento, sia destinati alla sanità privata recuperando la quota di spesa per le cure non autorizzate, che nell'attività pubblica che vedrà trasferire sul territorio dette quote finanziarie per incrementare i servizi sul territorio».
La situazione economica e finanziaria delle 6 Asl «appare critica anche per l'anno 2005», periodo successivo alla cartolarizzazione dei vecchi debiti che avrebbe dovuto avviare un percorso di pareggio.
Circa 200 milioni di euro è il nuovo deficit maturando prevalentemente prodotto dalla spesa ospedaliera a scapito della sanità territoriale e della prevenzione collettiva.
Nella sanità abruzzese emerge una forte carenza di servizi di assistenza domiciliare, day hospital, day surgery, Rsa, centri residenziali, riabilitazione destinata a pazienti disabili e non autosufficienti anziani. Ciò determina il ricorso esclusivo al ricovero ospedaliero.
Nel 2006 la spesa sanitaria abruzzese assorbirà il 69,37% del bilancio regionale, per un importo pari a 1 miliardo, 838 milioni, 713.000 euro (pari a 3.560 miliardi delle vecchie lire).
«Di fronte a questa situazione la Cisl», spiega il suo Segretario, «ritiene di dover esprimere il massimo della responsabilità per convenire su un progetto di riequilibrio della spesa che è iniziato con la riduzione di 1.110 posti letto entro il 2007, attestando il numero totale a 5.850 posti letto, parametro imposto dalle leggi nazioni, 4,5 per mille».
La riduzione della spesa dei posti letto, delle prestazioni e dei ricoveri è vista con favore, «attuabile però soltanto se contestualmente si porta avanti il progetto che più volte il Sindacato ha rappresentato nelle sedi istituzionali: quello di potenziare le strutture territoriali trasferendo i servizi, oggi prevalentemente ospedalieri, nelle strutture decentrate».
Per il sindacato prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione e assistenza specialistica ambulatoriale dovranno essere trasferiti prevalentemente nei distretti sanitari di base, i quali dovranno essere resi funzionali riducendoli di numero, da 78 a 35, razionalizzandoli con gli ambiti sociali per elaborare un servizio socio-sanitario più efficiente e meno costoso. Andranno inoltre realizzate «strutture residenziali per anziani non autosufficienti», spiega Ancora Tiburzi, «sistemi di riabilitazione fisica e assistenza psichiatrica riabilitativa, residenze sanitarie assistenziali, potenziata l'assistenza domiciliare integrata, potenziati i servizi di day hospital, day surgery , l'assistenza residenziale e del servizio della medicina di base.

02/03/2006 13.00