Chieti. Polemiche per "il giorno del ricordo" negato

Alessandro Biancardi

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«Ecco come una figura istituzionale come il presidente del Consiglio Comunale di Chieti, nonché Senatore della Repubblica Italiana, rende illegittime le richieste di 11 consiglieri». La denuncia arriva dagli esponenti di Alleanza Nazionale che si sono visti negare “in modo formale” la celebrazione del giorno delle Foibe.

Lo scorso 30 gennaio, infatti, 11consiglieri hanno sottoscritto una richiesta di convocazione del Consiglio Comunale straordinario «al fine di celebrare ufficialmente» il Giorno del Ricordo e di approvare nel corso della celebrazione «un atto deliberativo per l'intitolazione di una via, piazza, scuola o altro edificio pubblico cittadino, alla memoria dei martiri delle foibe e agli esuli dell'Istria di Fiume e Dalmazia».
Ma l'iniziativa è stata respinta, con motivazioni giuridicamente valide, ma che hanno lasciato di stucco i consiglieri richiedenti.

Secondo le motivazioni ufficiali, infatti, «i consiglieri non potrebbero esercitare il diritto in merito all'intitolazione di una via, piazza, scuola o altro edificio pubblico cittadino perchè non si tratta di materia attribuita alla competenza dell'organo consiliare, bensì attribuito alla Giunta».
Il presidente Giovanni Legnini, ha inoltre ricordato ai suoi consiglieri che loro «possono presentare istanze di sindacato ispettivo ( interrogazioni, ordini del giorno e mozioni) e proporre risoluzioni su argomenti che riguardano l'attività del Comune o che possono interessare la comunità locale» e che la loro richiesta «non contiene, come dispone l'art 41 del vigente regolamento la proposta di atto deliberativo». La risposta è solo una: celebrazione ufficiale negata.

«Per il dovuto senso civico e rispetto dei martiri delle foibe e degli esuli dell'Istria, Fiume e Dalmazia. evito ogni commento», dichiara Mario Colantonio. «Lascio al giudizio dei cittadini di Chieti gli atti di democrazia prodotti dall'amministrazione comunale»

24/02/2006 11.00