Verdi: «Sulla caccia Coletti che intenzioni ha?»

Alessandro Biancardi

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«Siamo al paradosso», sbotta Alex Caporale, consigliere provinciale dei Verdi e presidente della commissione provinciale agricoltura, caccia e pesca. «E' assurdo che a decidere la politica venatoria nella provincia di Chieti siano gli stessi cacciatori».
La situazione, secondo Alex Caporale non può andare avanti così ancora a lungo, controllati e controllori non possono identificarsi e non possono dettare “le regole del gioco”. Per sciogliere la matassa è urgente l'intervento della Provincia e del suo presidente Coletti, che sembra latitare sulla questione.
«E' paradossale che ancora una volta la Provincia», continua Caporale, «non riesca ad avere una politica in questo settore. Non è possibile che ancora una volta la Consulta della Caccia, costituita per oltre il 90% di cacciatori che può esprimere solo pareri non vincolanti per l'Amministrazione, abbia assunto vere e proprie decisioni, sostituendosi illegalmente agli organi istituzionali».

Alex Caporale si riferisce all'autorizzazione che la Provincia ha concesso, ancora una volta, a stagione venatoria conclusa, alla effettuazione di gare di caccia, all'interno di “zone” destinate per legge «alla riproduzione della fauna selvatica» chiamate zone di ripopolamento e cattura.
Se per legge queste possono autorizzarsi, c'è un importante vincolo che la legge stabilisce: «esse possono autorizzarsi ma non nei periodi di riproduzione degli animali e comunque, sempre con divieto di abbattimento della fauna selvatica (art.16 LR n.10/04).

«Per la Lepre», sottolineano i Verdi, «gli accoppiamenti avvengono da dicembre a luglio ed i parti da febbraio a ottobre, per la Starna la stagione riproduttiva inizia a febbraio/marzo».
La Provincia di Chieti avrebbero quindi autorizzato gare di caccia presumibilmente contro legge.

«Le decisioni in questo settore», sottolinea Caporale, «vengono assunte dall'amministrazione provinciale sentendo la sola voce dei cacciatori, senza interpellare mai la commissione competente, escludendo di fatto i consiglieri provinciali ed i partiti, dal partecipare al processo decisionale. Questa situazione non è più tollerabile».

I Verdi chiederanno a Tommaso Coletti quale politica intende perseguire nel settore caccia, «non si può più andare avanti con una gestione “all'acqua di rose”».

20/02/2006 13.35