Ds. Una nuova legge per le politiche sociali

Alessandro Biancardi

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Livia Turco, responsabile welfare della segreteria nazionale dei Democratici di Sinistra, ha partecipato ieri mattina a Pescara alla manifestazione “Vi vogliamo bene”, incontro con gli operatori dei servizi sociali che si è svolto nella sala Figlia di Jorio della Provincia.

Erano presenti: il segretario regionale DS Stefania Misticoni, l'assessore regionale agli Affari sociali Elisabetta Mura (RC), il consigliere regionale DS Antonella Bosco e la responsabile per le politiche sociali della segreteria regionale DS Tecla Rosa.

Nel corso dell'iniziativa sono state illustrate sia le proposte di governo dei Democratici di Sinistra in materia di politiche sociali nazionali, sia le linee guida per la definizione di una Legge quadro di settore della Regione Abruzzo.

La definizione di una Legge quadro regionale sulle politiche sociali è, infatti, per i Democratici di Sinistra una grande opportunità per migliorare la qualità della vita dei cittadini abruzzesi.

«Per questo», ha spiegato Bosco, «abbiamo inteso offrire agli assessorati alla Sanità e agli Affari sociali, alle forze di maggioranza e a tutti i soggetti interessati, una base di discussione da condividere».

Viene così colmato un ritardo di oltre cinque anni, della precedente amministrazione regionale di centrodestra, che non ha recepito la Legge Turco (Legge 328/2000 sulle politiche sociali) e non ha predisposto alcun disegno di legge in materia.

Il progetto di legge propone, in appena 30 articoli, norme di assoluta novità nel panorama legislativo nazionale e regionale e un nuovo quadro sistematico di politica sociale:

1. Per la prima volta si afferma che le politiche sociali sono al centro di tutte le politiche regionali.

2. Si promuovono politiche sociali integrate in grado di ridurre le disuguaglianze sociali, la disparità di accesso ai diritti e alle opportunità da parte dei cittadini svantaggiati, la povertà.

3. Tutti gli atti legislativi ed esecutivi della Regione sono sottoposti alla valutazione di sostenibilità e di impatto sociale, per verificare anticipatamente gli effetti sulla qualità della vita dei cittadini prodotti dalle decisioni regionali.

4. Il Fondo sociale deve essere pari ad almeno il 5% del totale del bilancio regionale, riconfermando un significativo spostamento di risorse nel settore sociale.

5. Il progetto realizza una piena integrazione socio-sanitaria arrivando alla gestione unificata e mista del Distretto sanitario e dell'Ambito sociale, con la creazione dell'Ambito Distrettuale Socio-Sanitario (i distretti sanitari e gli ambiti sociali vengono fusi in un unico soggetto di gestione, l'Agenzia di salute pubblica).

6. Sancisce il diritto alla corretta e completa informazione dell'utente, prevedendo anche l'obbligo di adozione della Carta sociale del cittadino.

7. Introduce due grandi assi di politiche sociali: quelle promozionali ed universalistiche, rivolte alle persone lungo tutto l'arco della vita (bambini, adolescenti, giovani, adulti e famiglie, anziani) e quelle per l'integrazione rivolte alle persone a rischio di esclusione sociale (disabili, donne e minori sottoposti a violenza, malati mentali, persone affette da dipendenza da sostanze, detenuti ed ex detenuti, persone in situazione di povertà estrema, immigrati).

8. Crea un sistema integrato di interventi e servizi sociali, un sistema di sorveglianza delle politiche sociali e un regime di autorizzazione e accreditamento dei servizi sociali.

9. Istituisce il Forum sociale regionale del Terzo settore.

10. Promuove il riconoscimento di nuove professioni sociali e della dignità delle figure che operano nel sociale, con un'espressa previsione di formazione professionale.

11. Trasforma e riforma le IPAB (Istituzioni di pubblica assistenza e beneficenza) in Aziende pubbliche di servizi alla persona o in enti privati, reimpiegando i grandi patrimoni posseduti in Abruzzo da questi enti in infrastrutture e investimenti sociali.

12. Propone un nuovo strumento di programmazione politica integrata e trasversale quale l'Agenda sociale regionale.

13. Attribuisce a Comuni e Province nuove funzioni, quali la predisposizione del Piano sociale provinciale.

14. Disciplina il servizio di volontariato sociale e civile.


18/02/2006 8.33