Amicone: «Leggi ad personam per fare man bassa nelle Asl»

Alessandro Biancardi

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Era stato rimosso dal suo incarico ma reintegrato da un provvedimento amministrativo del tribunale.
Successivamente era intervenuta una legge ad personam della giunta regionale vanificando il provvedimento del Tar.
E' il caso del direttore amministrativo della Asl di Chieti, Rispoli, che vede oggi un nuovo difensore per il suo caso: il consigliere Mario Amicone che oggi ha chiesto in maniera formale i curricula di tutti i direttori generali nominati dalla giunta Del Turco.
«Nella Regione Abruzzo non è permesso nemmeno difendere i propri interessi e quando la magistratura dovesse condannarla per abuso, arroganza o prepotenza ingiustificata arriva subito la legge ad hoc per calpestare diritti aspettative o quant'altro anche se costituzionalmente garantiti: allineati e tesserati altrimenti non c'è trippa per gatti!».
E' quanto sostiene il Consigliere regionale Mario Amicone, Presidente della Commissione di Vigilanza, a margine della seduta della 5° Commissione che, dopo aver bocciata la richiesta di audizione dell'Assessore alla Sanità, ha approvato a maggioranza la proposta della Giunta di dichiarare decaduti automaticamente e senza nessun indennizzo i rapporti di lavoro in corso esistenti presso le Asl tra Direttori Generali e Direttori Amministrativi/Sanitari.
«E' successo», continua Amicone, «che presso la Asl di Chieti il Direttore Amministrativo Dr. Rispoli rimosso dall'incarico è stato reintegrato nel suo incarico dal Magistrato che ha ritenuto illegittima la revoca unilaterale di un contratto di diritto privato ed immediatamente è scattata la reazione della Giunta Regionale a soccorso del Direttore Generale di quella ASL con un provvedimento “ad personam” che sicuramente creerà altro contenzioso con conseguente altre risorse sottratte al Servizio Sanitario».
«Si vuole», aggiunge Amicone, «relegare i ruoli dei Direttori Amministrativi e Sanitari da funzionari manager esperti in materia sanitaria a normali segretari personali che dovrebbero condividere qualsiasi iniziativa o pazzia per non rischiare di interrompere il loro rapporto fiduciario e sembra obiettivamente difficile immaginare che chi ha l'orgoglio di una professionalità comprovata e certificata possa accettare di metterla a disposizione con un contratto basato esclusivamente sulla fiducia».
«La conseguenza è», conclude Amicone, «che i vari Direttori Generali sono più impegnati a verificare le disponibilità a tutto campo dei loro collaboratori che a verificare scrupolosamente il possesso dei requisiti di legge ed è per questo che ho provveduto in data odierna a richiedere copia dei curricula personale di tutti i Direttori Generali e dei loro collaboratori delle ASL».
09/02/2006 14.16