Quarta: «Una Asl a misura di cittadino. Ecco il vero senso della mia proposta»

Alessandro Biancardi

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AGGIORNAMENTO (14.14)
«Non credo che sia stato colto nella sua pienezza il senso della proposta di riforma del sistema sanitario abruzzese di ridurre il numero delle Asl da 6 a 4 e di creare due Aziende ospedaliere universitarie lanciata dallo SDI in occasione del congresso regionale di domenica scorsa».
Dopo le reazioni di moltissimi tra partiti e sindacati Lamberto Quarta (Sdi) interviene nuovamente a precisare la sua proposta di riduzione delle Asl in Abruzzo.
«Mi pare», dice, «invece che si sia badato più a reagire secondo logiche campanilistiche che sui contenuti sostanziali della proposta formulata dai socialisti abruzzesi. E questo nonostante ci sia un generale accordo di dare alla sanità abruzzese un assetto nuovo, costruito a misura della domanda di salute espressa dai cittadini, e di improntarla finalmente a una logica di sistema, l'unica che possa garantire standard di efficacia ed efficienza. Si tratta di una scelta obbligata dalla pesante condizione che la precedente Giunta regionale ha lasciato alla comunità abruzzese, che non ha nessuna intenzione di espropriare le comunità locali ma anzi ne rafforza il ruolo nella costruzione di una sanità più moderna e vicina ai bisogni del cittadino, che contribuisce ad allineare l'Abruzzo alle formule a dimensione provinciale già adottate con successo quasi ovunque in Italia, con esempio di regioni come la Toscana, il Veneto o le Marche, con le aziende universitarie ospedaliere che potranno favorire l'integrazione delle risorse umane e strumentali».

L'idea che lo Sdi, secondo il suo segretario, avrebbe della sanità contiene caratteri innovativi, perchè «punta a favorire lo sviluppo omogeneo del sistema sanitario con la partecipazione delle comunità locali, delle formazioni sociali impegnate nel campo dell'assistenza, delle associazioni degli utenti e delle organizzazioni sindacali dei lavoratori attraverso un progressivo superamento delle disuguaglianze sociali e territoriali».

«Non si tratta solo di una contrapposizione tra centro destra e centro sinistra», conclude Quarta, « ma della scelta di stare tra gli innovatori o tra i conservatori, in entrambi gli schieramenti».
Fatta chiarezza?
02/02/2006 9.26

BOZZI FRACASSI DELLA MARGHERITA

«Le riflessioni espresse dal Segretario regionale dello SDI, Lamberto Quarta, sulla necessità di ridurre il numero delle Asl fra cui anche quella di Avezzano-Sulmona-Castel Di Sangro rappresenta una posizione, per quanto rispettabile, personale e non può coinvolgere, al momento, la coalizione di governo della Regione».
E' quanto sostiene oggi il Vice Presidente del gruppo Consiliare della Margherita in Consiglio regionale, Anna Maria Bozzi Fracassi.
«Il percorso virtuoso di riorganizzare il sistema sanitario abruzzese - ha proseguito il Vice Presidente Bozzi Fracassi - deve certamente camminare ma deve poter coniugare alla esigenza di contenimento della spesa oltre alla offerta di servizi sanitari qualitativamente avanzati anche la necessità di privilegiare le peculiarità ed i bisogni del territorio soprattutto delle zone interne. Il territorio della provincia dell'Aquila, poi, così vasto e complesso non può subire nessuna forma di riduzione o modificazione dell'organizzazione del servizio sanitario esistente soprattutto se si tiene conto che attorno al modello di Asl Avezzano-Sulmona è stato costruito un rapporto solido con le popolazioni del territorio e con i sindaci delle stesse. Ecco perché - ha concluso Anna Maria Bozzi - noi vogliamo che su questi temi si apra un confronto sereno all'interno della Margherita ma anche dell'intero centro sinistra e poi in Consiglio regionale per trovare insieme le giuste soluzioni al problema senza mortificare o penalizzare nessuno».
02/02/2006 15.05