Chieti. «L’amministrazione Ricci ha speso 7,3 milioni di euro in 5 mesi»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. I Gruppi Consiliari Forza Italia, An, Udc, Dc, , Lista per Chieti e Chieti Città Libera contro l'amministrazione Ricci.
«Il livello di incapacità di amministrare della maggioranza al palazzo di Achille», spiegano i capogruppi, «pone l'assessore Marino nella disperata condizione di cercarne una più del diavolo pur di avere argomenti forti per giustificare mesi di stasi, di disamministrazione e di litigi. L'ultima trovata è di alcuni giorni fa: la questione dell'ICI e delle altre tariffe».
.Oggetto della critica del giorno sarebbe il mancato aumento, per ben 10 anni delle aliquote dell'Ici, delle tariffe Tarsu, asili nido, mense ed assislenza sociale, nulla di più insensato dal punto di vista finanziario, secondo il centro destra.
«E' questa l'eredità negativa?», si chiedono i gruppi consiliari che incalzano, «dove sono finiti i vecchi oppositori che criticavano l'amministrazione precedente per il livello più alto della pressione fiscale comunale? Ciò che l'amministrazione dovrebbe dire ai cittadini di Chieti», spiegano ancora i consiglieri di minoranza, «è- che tutta la vera eredità del passato, 7,3 milioni di euro di avanzo di amministrazione, è stata spesa in meno di cinque mesi senza che nessun cittadino abbia avvertito un benché minimo beneficio di amministrato».
I capogruppi spiegano ancora che una aliquota (Ici come l'Iva) «non può subire aumenti collegati all'Istat e che il mancato aumento dell'Ici, non ha potuto e non potrà determinare disagi per l'utenza poiché, eventuali maggiori risorse, qualora incassate, non avrebbero potuto finanziare le spese per implementare i servizi, ma sarebbero state inique e utili solo ad un aumento dell'avanzo di amministrazione in modo del tutto ingiustificato».
«Sarà certamente difficile per Ricci», continua la minoranza comunale, «e compagni dimostrare ai cittadini che le amministrazioni precedenti hanno sbagliato a non aumentare le imposte e che adesso è necessario aumentarle senza indicare quali siano le spese che la litigiosa amministrazione vorrebbe finanziare e soprattutto dovranno rendere conto ai loro elettori e non delle casse vuote e delle spese esose di 280 mila euro per feste, cene, e cantanti solo per il Natale».
01/02/2006 9.20