I Verdi fanno il punto su bracconaggio e incidenti di caccia.

Alessandro Biancardi

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Walter Caporale: «occorrono piú controlli per garantire l’incolumita’ dei cittadini e una maggior tutela degli animali protetti e dell’ambiente».
Il Gruppo Consiliare dei VERDI ha stilato una raccolta di notizie che riguardano le cronache dell'attività venatoria di un anno di attività. «La lista non è certamente completa», ammettono, « considerando che molti fenomeni di bracconaggio si consumano senza che nessuno ne venga a conoscenza, per la carenza delle forze dell'ordine preposte al controllo dell'attività venatoria».
Tra questi fenomeni oltre a frequenti sequestri di richiami elettromagnetici, tagliole, trappole, reti per uccellagione, lacci, viene segnalata anche la caccia nelle aree protette (Parco Nazionale D'Abruzzo, Lazio e Molise; Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga; Riserva regionale di Penne; Parco Regionale Sirente-Velino…), caccia in periodi di divieto (dal 1° febbraio alla terza settimana di settembre), caccia con neve. Non mancano anche gli incidenti in cui sono vittime civili non cacciatori e numerosi cacciatori feriti, un cervo, 3 lupi, una lupa uccisi dai cacciatori, come anche cani, gatti, un astore e un gheppio (uccelli predatori protetti).

«Nei prossimi giorni», annuncia Caporale, «la polizia preposta al controllo dell'attività venatoria ci fornirà un quadro completo dei dati, aggiornati al 30 gennaio 2006, ultimo giorno di caccia, ma al momento ciò che si evince da una veloce lettura di questi dati è che le Aree Protette in Abruzzo sono letteralmente prese d'assalto dai cacciatori»
Il fenomeno continua ad allontanare i turisti «con notevole danno per la nostra economia. Tali aree, protette per la presenza di numerose specie faunistiche in via di estinzione o non cacciabili e di specie arboree tutelate, sono vietati dalla legge Quadro sulla caccia (Legge 157/92) all'accesso dei cacciatori».
I Verdi denunciano inoltre un comportamento scorretto dei cacciatori che non avrebbero «rispettato le distanze dalle strade, dalle abitazioni, dai luoghi di lavoro, dalle aziende agricole e conseguentemente colpiscono, talvolta solo ferendo, ma a volte uccidendo i civili, i contadini, i raccoglitori di funghi, gli escursionisti, i turisti».
E' necessario secondo i Verdi attivarsi affinché ci siano più controlli: «in Abruzzo sono 16.000 i cacciatori regolarmente registrati e numerosi altri cacciatori arrivano dalle regioni limitrofe. E'dunque indispensabile incrementare le forze di polizia ambientale».

«Mi auguro», continua Caporale, «che non si ripeta l'atteggiamento che gli Assessorati alla caccia delle quattro Province abruzzesi, di concerto con l'Assessorato regionale, hanno tenuto a fine dicembre 2005, prorogando la caccia alla beccaccia dal 31-12-05 al 22-1-06 sulla base di una relazione tecnica che, ad una attenta lettura invece, non ne autorizzerebbe il prolungamento del prelievo venatorio».


 
I DATI SUL BRACCONAGGIO (Fonte i Verdi)




31/01/2006 12.12