E Montesilvano dimentica la Shoah

Alessandro Biancardi

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Il 27 gennaio, giorno che una legge dello Stato vuole come “Giorno della memoria” cioè istituita in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici nei campi nazisti e che rievoca l'apertura dei cancelli di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio del 1945. «Eppure questa importante data», spiegano Oscaro Biferi e Valter Cozzi (Udc), «è stata totalmente ignorata da chi è troppo preso a rincorrere i propri sogni di gloria tra inaugurazioni farsa, calendari sballati e manifesti spot ad ogni angolo delle strade cittadine. Montesilvano costituisce una delle poche realtà della Provincia di Pescara ad avere la memoria corta. In Città c'è bisogno di memoria. C'è bisogno di non dimenticare. C'è bisogno di spazi non inquinati dove le nuove generazioni possano far fluire linfa vitale che vada verso la cultura della tolleranza, del rispetto reciproco, del rispetto del diverso».
«In una città come Montesilvano», aggiunge l'Udc, «dove sono particolarmente diffusi i problemi dell'accattonaggio e della prostituzione, dove sono presenti veri e propri ghetti in cui sono emarginati uomini di colore, dove albergano rom, clandestini e dove il fenomeno dell'intolleranza rischia di trovare terreno fertile dove attecchire, come gruppo UDC affermiamo che il fare memoria è un dovere di tutti».
Oggi lo stesso partito proporrà in apertura del consiglio comunale con un minuto di silenzio, «quale minimo gesto di sensibilità istituzionale e rispetto che tutti gli uomini debbono a chi, purtroppo, di questa terribile pagina di storia è rimasto vittima».
27/01/2006 9.03