L’Aquila. Non è sereno dopo la Tempesta in un bicchiere d’acqua.

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Ieri il sindaco dimissionario ha ritirato quanto proposto in precedenza, ritornando a tutti gli effetti primo cittadino. Anzi no, fino allo scioglimento delle Camere per poi ripresentare candidatura e dimissioni. Insorge l’opposizione.


L'AQUILA. Ieri il sindaco dimissionario ha ritirato quanto proposto in
precedenza, ritornando a tutti gli effetti primo cittadino. Anzi no, fino allo
scioglimento delle Camere per poi ripresentare candidatura e dimissioni. Insorge
l'opposizione.

Se ci fossero stati dubbi ora pare di averne la certezza: è riuscito a monopolizzare la cità e l'amministrazione tenendo con il fiato sospeso tutti.
Un male visto che –pare- ci siano priorità maggiori e urgenti da affrontare con impegno e decisione. Invece…
Così dopo le dimissioni di circa un mese fa il sindaco Biagio Tempesta ieri le ha ritirate con una dichiarazione al Tg3.
«Le ritiro, ritorno sindaco», ha detto Tempesta, «ma mi riservo di ripensarci quando saranno sciolte le camere e come me molti sindaci si candideranno».
Il messaggio è chiaro: «ho dovuto ritirarle per ottemperare ad una norma», ha spiegato.
Una tecnica sopraffina che non cambia di una virgola le carte in tavola: «è opportuno che un capoluogo di regione come L'Aquila abbia almeno un buon rappresentante in Parlamento».
Di chi parlerà?
Non sono mancati i classici sassolini tolti dalle scarpe via servizio pubblico per “ringraziare” volpi, iene e serpenti che in questi giorni si sarebbero dimostrati tali nei suoi confronti scoprendo il vero lato di avversari e colleghi politici. Insomma una buon atmosfera…

Tuttavia nell'opposizione l'intervista ha suscitato moto di animi.

«Nell'intervista al Tg3 il “nostro” Sindaco Biagio Tempesta è riuscito a confondere le idee anche al giornalista che lo intervistava sull'iter delle sue dimissioni (ovviamente ritirate), pronte per essere ripresentate», ha detto Celso Cioni capogruppo della Margherita, «d'altro canto, quando si hanno idee confuse non è semplice farle comprendere agli altri. Della serie, l'insostenibile incertezza dell'essere.
Ero stato facile profeta giorni fa, quando avevo ricordato le tante retromarce di Tempesta, che mi avevano fatto prevedere quella odierna; l'ennesima. E così, anche per il 2006, la prestigiosa accademia militare americana West Point confermerà la cattedra di “Strategie delle ritirate” al Sindaco (ex post?) dell'Aquila. Infine, a proposito della fauna locale richiamata dal “nostro” nell'intervista televisiva, dico: Bentornato a casa, Lessie. Grazie dell'ennesimo regalo – spero l'ultimo – che il Sindaco Tempesta sta facendo alla città e contro, contro, contro gli interessi degli Aquilani. Questi ultimi, sono certo, sapranno bene come ringraziarlo».
«Calerà il sipario anche su questa ennesima farsa, l'ultima in ordine di tempo di una serie lunghissima, che ha caratterizzato i quasi otto anni di “sgoverno” dell'Amministrazione Tempesta. Una vergogna», tuonano i Ds, «Gli Aquilani si renderanno conto, una volta per tutte (qualora ciò già non sia accaduto), che sono in balìa di un Sindaco che ha solo a cuore le sue ambizioni – ormai naufragate, se ci riferiamo alla sua ferrea volontà di chiedere una candidatura di vertice alle prossime elezioni politiche, non ottenuta – e non quelle della città.
Ma non siamo sorpresi più di tanto.
Del resto, tra crisi, dimissioni “teatrali” e acclarata incapacità amministrativa, la Giunta comunale ha governato (si fa per dire) per un periodo ridottissimo e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: paralisi dell'attività, opere ferme, traffico che collassa tutti i giorni, disastri che sono ben evidenti. A pagare questa vergognosa situazione creata da Tempesta e dal centro destra sono e saranno tutti gli aquilani. E l'irresponsabilità dell'amministrazione attiva», aggiungono i democratici di sinistra, «è stata, è e sarà ben chiara anche in Consiglio comunale, dove non è stato e non sarà possibile deliberare nulla di concreto, grazie all'inconcludenza di un Sindaco capace solo di agire sulla spinta dei suoi desideri e di una Giunta, di conseguenza, senza indirizzi e idee concrete. La cosa più allucinante è che abbiamo davanti altri sedici mesi di tragedie. Bella prospettiva per gli Aquilani. Speriamo che questi ultimi non stiano a guardare e partecipino alla mobilitazione delle forze dell'Unione, tesa a chiudere definitivamente questa triste esperienza amministrativa».
26/01/2006 9.02