L'Abruzzo dello zucchero: «solita Cenerentola debole e inconcludente»

Alessandro Biancardi

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CELANO (AQ). Lo zuccherificio si sgretola giorno dopo giorno e i sindacati lanciano gli ennesimi e disperati segnali di fumo. «Basta», ha sottolineato oggi Tiburzi della Cisl, «con l’atteggiamento di soccombenza da parte di una regione che ha pagato già in migliaia di posti di lavoro le crisi di settore».
Il Sindacato Cisl cerca di recuperare per il rotto della cuffia la situazione già disastrosa dello zuccherificio Sadam di Celano. Ma le speranze scemano e dopo l'incontro di oggi con l'Assessore Verticelli, non sembrano emersi segnali rassicuranti.
«L'Abruzzo resta la solita “Cenerentola”, con proposte poco credibili ed inconsistenti», ha riferito Tiburzi, segretario Cisl, alla fine della riunione spiegando come questo ennisimo incontro sia stato solo l'ulteriore conferma «del ruolo debole e dell'emarginazione di questa regione in questa vertenza. Basta», ha sottolinea Tiburzi, «con l'atteggiamento di soccombenza da parte di una regione che ha pagato già in migliaia di posti di lavoro le crisi di settore, provocate soprattutto dal disimpegno dei grandi gruppi ex pubblici condizionati dalle politiche di governo nazionale».
Il segretario ha dichiarato inoltre che le alternative all'eventuale chiusura dello stabilimento di Celano devono essere oggetto di negoziato tra la Maccaferri “Società Sadam”, la Regione Abruzzo, mondo sindacale, istituzionale e politico.
«Qualora i progetti», ha annunciato il rappresentante Cisl, «non saranno credibili la mobilitazione del mondo agricolo e del lavoro dipendente impedirà qualsiasi ipotesi di intervento sullo stabilimento di Celano».

E intanto martedi prossimo lavoratori fissi e stagionali dello zuccherificio Sadam, rappresentanti dei bieticoltori faranno sentire nuovamente la loro voce con una forte mobilitazione, in occasione del Consiglio Regionale d'Abruzzo, a sostegno della salvaguardia dello stabilimento di Celano.
La manifestazione ha come obiettivo quello di chiedere al Consiglio di assumere un ordine del giorno che induca il Governo nazionale a tutelare la vita dello stabilimento, e, in alternativa, programmare concrete e realizzabili attività produttive salvaguardando i livelli occupazionali, la coltura della barbabietola e l'economia complessiva agro-industriale della Marsica.
La sorte dello zuccherificio di Celano è già sostanzialmente segnata ma giorno dopo giorno per lo stabilimento abruzzese non solo svaniscono le speranze di rimanere in vita ma anche la possibilità di veder fiorire qualche nuova attività che rivaluti la zona.
«La conseguenza produrrà centinaia di disoccupati lavoratori dipendenti», ripetono all'infinito i sindacati, «migliaia di bieticoltori disorientati di fronte ad un incerto mercato, già oggi poco remunerativo, che rischia di provocare, in mancanza di un progetto alternativo, nefasti danni economici alle famiglie e all'intero Abruzzo».
20.01.2006 17.15