Acqua, in discussione la nuova tassa per evitare la captazione abusiva

Alessandro Biancardi

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Acqua, in discussione la nuova tassa per evitare la captazione abusiva
Un provvedimento necessario ad evitare la captazione abusiva di acqua per usi agricoli ed industriali, e per fornire un servizio a prezzo contenuto agli utenti del Pescarese.
Queste le ragioni alla base della decisione di applicare una tariffa sull'approvvigionamento d'acqua pubblica che andrà in discussione nella prossima seduta del Consiglio provinciale di dopodomani mattina.
A spiegarla è Gianfranco Piselli, dirigente del settore Ambiente e Tutela del territorio della Provincia di Pescara, all'indomani delle critiche mosse dal gruppo di Alleanza nazionale sul provvedimento.
«La competenza del controllo sulle acque», dice l'ingegnere, «è stata conferita all'ente dalla Regione l'anno scorso. Con il montaggio gratuito dei contatori (si prevedono circa mille utenti interessati, tutti esclusivamente per usi produttivi), da parte di tecnici dell'amministrazione, registreremo quanti attingono a pozzi, torrenti, condotte e canali che finora hanno usufruito gratuitamente dell'acqua, che è un bene pubblico prezioso, e non può certo essere sprecato.
La tariffa al consumo è di 25 centesimi per metro cubo, importo che comprende il costo d'affitto del contatore».
Secondo il settore in questione, le tariffe sono tutt'altro che onerose. Per rendere meglio l'idea basta fare l'esempio di un autolavaggio e di un'azienda agricola. «Per lavare una macchina», dice Piselli, «vengono impiegati mediamente cento litri d'acqua: quindi con 25 centesimi il gestore riesce a servire dieci vetture. Per quanto riguarda la terra, invece, un'azienda vitivinicola di medie dimensioni consuma in un anno acqua per un importo massimo di 200 euro». Cifre, come si vede, alla portata di aziende che spesso hanno pagato cifre irrisorie per l'uso di un bene pubblico. Esclusa del tutto, invece, qualsiasi applicazione alle attività private, come innaffiare un giardino.
13/12/2005 12.40