Pastore: «Persi 350 mila euro per l’ex Aurum». Il sindaco scrive al Governo

Alessandro Biancardi

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AGGIORNAMENTO (9.42)



AGGIORNAMENTO (9.42)


LA LETTERA DEL SINDACO

Sulla perdita dei finanziamenti per l'Ex Aurum oggi interviene anche il sindaco D'Alfonso con una lettera indirizzata agli uffici competenti.

«Sulla base di informazioni comunicatemi da un Senatore della Repubblica della mia regione, in data 29 luglio 2004», si legge nella lettera, « appresi che la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati aveva confermato, in pari data, quanto deliberato dalla Commissione Lavori Pubblici del Senato della Repubblica, circa un contributo straordinariamente importante per le attività di recupero dello storico edificio ex Aurum, situato nella città di Pescara, da destinare all'arredamento interno della struttura citata. L'importo assegnato per decisione delle suddette Commissioni», si precisa nella missiva, «risultava essere pari a € 1.200.000,00, da corrispondere in tre “tranches” di erogazione, e precisamente in tre rate dell'importo di € 400.000,00 per ciascuna delle annualità 2004, 2005 e 2006».
Dunque il sindaco chiede se sia « stata confermata la disponibilità della somma di 1,2 milioni di euro», somma già deliberata dalla V^ Commissione permanente Bilancio, tesoro e programmazione della Camera dei Deputati e dalla VIII^ Commissione permanente Lavori Pubblici, comunicazioni del Senato della Repubblica, ed quali siano «gli interlocutori ai quali rivolgersi per avere indicazioni in ordine alle modalità di ricevimento e di utilizzo del finanziamento in parola».

30/11/2005 9.40


LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE LUCIANI

«Il Senatore Pastore conferma il gusto tutto suo di dare solo cattive notizie alla città. Prima ci ha spiegato che non avremmo avuto neppure una lira per i Giochi del Mediterraneo, salvo essere smentito poi dallo stesso governo e parlamento che ci hanno assegnato i primi fondi. Oggi, dopo aver pregustato chissà per quanto tempo la “bella notizia”, ci fa sapere che non avremmo rispettato i termini di un finanziamento per l'ex Aurum e che quindi avremmo perso definitivamente i relativi fondi statali», ha controbattuto l'assessore del Comune di Pescara.
«In realtà le cose non stanno esattamente così. Il Sindaco aveva saputo da un altro senatore, nel mese di luglio 2006, che il Parlamento aveva destinato un finanziamento triennale per un importo complessivo di 1.200.000 euro per il recupero dell'ex Aurum.
A seguito di questa comunicazione, il Sindaco aveva indirizzato una missiva agli uffici comunali competenti per riscontrare e riscuotere i frutti di questa buona notizia.
Nessuno può mettere in dubbio», continua Luciani, «la diligenza del Comune su questo piano, visto che abbiamo seguito con tanto scrupolo tutte le possibilità di finanziare l'intervento dell'ex Aurum da partecipare a un bando del Ministero dei Beni Culturali, ai sensi dell'art. 35 dlgs 22 gennaio 2004 n. 42, che consente un rimborso del 50% della spesa sostenuta per i lavori di riqualificazione di immobili di rilevante interesse culturale. Abbiamo ottenuto il relativo nulla osta da parte della Sovrintendenza e a consuntivo dei lavori otterremo il 50% dell'intero importo, ovvero 5.700.000 euro».

Secondo palazzo di città la ragione vera del rastrellamento dei fondi da parte della Ragioneria dello Stato, in cui sarebbe incappato anche il contributo dell'ex Aurum, dipenderebbe solo dall'esigenza del Governo di «raschiare il fondo del barile per tenere in piedi la finanziaria del 2006». 30/11/2005 9.01

PASTORE ATTACCA

«Non ci sono più i 350 mila euro stanziati nella Finanziaria come contributo agli interventi di riqualificazione dell'ex Aurum».
Ad annunciarlo è il Senatore Andrea Pastore (Fi), consigliere comunale e presidente della Commissione affari costituzionali di Palazzo Madama.

«Tutto questo è avvenuto perchè il Comune di Pescara non ha inviato la documentazione necessaria nei tempi previsti alla Ragioneria dello Stato. Nella Finanziaria», spiega il parlamentare, «c'erano 39 milioni di euro per Comuni, Regioni e altri enti, ma molti », e tra questi il Comune del capoluogo adriatico, «non hanno trasmesso, entro il 30 settembre scorso, l'attestazione con la dichiarazione che le quote di contributi erano già state impegnate entro il 31 agosto 2005».
Lo stesso documento avrebbe dovuto contenere anche l'indicazione delle modalita' di accredito del contributo.
«Ora l'elenco dei fondi», precisa Pastore, «è stato inviato dalla Ragioneria alle Commissioni bilancio di Camera e Senato per stabilire i criteri di riassegnazione».
In Abruzzo, oltre al Comune di Pescara, c'è anche quello di Sulmona che ha perso finanziamenti per il Palazzo San Francesco.

«Di questi tempi, mentre gli enti locali lamentano i tagli ai finanziamenti statali», dichiara il senatore azzurro, «questi contributi sarebbero stati particolarmente utili, soprattutto per completare un intervento già in corso. Non si comprende come, per un progetto ritenuto così importante dall'Amministrazione, sia stato possibile dimenticare la scadenza del 30 settembre».
29/11/2005 18.43