Debitori nella culla: in Abruzzo nasciamo con 844 euro di debiti.

Alessandro Biancardi

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L'assessore regionale presenta le cifre ed illustra la manovra contabile regionale. Ma è polemica sulle scelte della giunta Del Turco e si cricano ancora una volta gli incarichi al fotografo e vignettista della giunta
Nonmancano le dure critiche dell'opposizione che da qualche giorno incalza la maggiornaza di centro sinistra sul documento finanziario e le scelte effettuate dall'assessoe al ramo.

MARIO AMICONE
«Il Presidente Del Turco e la sua Giunta», attacca il consigliere Mario Amicone (Udc), «si affidano a fotografi, vignettisti e fumettisti per migliorare la loro immagine personale e per distorcere l'immagine reale dell'Abruzzo: le illusioni della campagna elettorale, ed i messaggi di falso moralismo sono arrivati ormai al capo – linea con l'assunzione di due c.d. artisti di fama nazionale di Collelongo e dintorni di cui finora nessuno si era accorto della loro alta professionalità e nessuno aveva pensato alla loro utilità per risolvere i problemi seri e concreti dell'Abruzzo attraverso la distorsione o la distrazione dei vignettisti e fumettisti».
Amicone, presidente della Commissione di Vigilanza, in un'apposita interrogazione chiede al presidente Del Turco di «spiegare agli abruzzesi l'opportunità di due assunzioni – un fotografo ed un vignettista – dal costo annuo di quasi 100.000/00 euro e chiede inoltre di sapere quali lavori hanno finora prodotto che possa essere considerato utile all'immagine ed all'interesse dell'Abruzzo. E' veramente immorale e provocatorio – aggiunge Amicone - che dopo tanto moralismo predicato in ogni angolo d'Abruzzo sulla lotta agli sprechi, dopo aver detto No alle Sagre, No alla Gepi abruzzese per i lavoratori licenziati o in mobilità, No ai Giochi del Mediterraneo e dopo aver ammonito i Consiglieri sulla loro responsabilità regionale e non da Consiglieri di Quartieri, poi – conclude Amicone - si finisce col razzolare nella clientela più spicciola proprio in casa propria».


AN RINCARA
«L'Assessore D'Amico getta le mani avanti criticando i precedenti bilanci del centro destra, per coprire le gravi carenze del bilancio di previsione 2006 da lui proposto, ma nella foga commette anche qualche evidente errore. Condanna il ricorso a mutui ed all'indebitamento della Regione, ma poi nella variazione di bilancio, approvata a fatica ad ottobre scorso, lui stesso non ha fatto altro che aumentare i mutui contratti. Stessa situazione si è verificata con la proposta di bilancio preventivo 2006, oggi faticosamente all'esame della commissione: appare evidente anche qui l'aumento dei mutui».
E' quanto sostiene il Consigliere regionale Fabrizio Di Stefano in replica alle dichiarazioni rilasciate dall'Assessore al Bilancio D'Amico sulla finanziaria 2006.
«Nel suo intervento l'Assessore al Bilancio- prosegue Di Stefano- evidenzia la carenza di risorse per investimenti proprio per evitare di giustificare i tagli effettuati dalla Giunta di centro sinistra, ma al tempo stesso non chiarisce il perchè dell'aumento ingistificato delle spese correnti . D'Amico se non è in grado di leggere nelle pieghe del bilancio e di capire che buona parte del disavanzo è frutto dell'inadeguato ricorso all'utilizzo dei fondi comunitari a gestione delle precedenti giunte di centro sinistra che hanno retto la Regione fino al 2000, chiedesse un supporto a chi lo ha preceduto che sicuramente glielo spiegherà con dovizia di particolari. Vorrei, inoltre, evidenziare all'Assessore D'Amico che proprio l'altro ieri ha festeggiato il positivo giudizio sul rating attribuito alla nostra Regione, riconoscimento dovuto al lavoro preciso ed attento della giunta Pace e non certo merito del centro sinistra. Questa Giunta la deve piantare di guardare al passato, ma deve cominciare a pensare al presente ed al futuro. Sino ad oggi non hanno fatto altro che pubblicizzare le iniziative avviate dal centro destra , a noi però interessa sapere come vogliono amministrare la nostra Regione nel corso di questa VIII legislatura».
29/11/2005 18.13



L'ASSESSORE D'AMICO
«In Abruzzo il debito pro capite, bambini compresi, è di 769 euro, che sale a 844 se si aggiunge la quota derivante dal disavanzo sanitario. La situazione della finanza regionale è critica a causa di scelte irresponsabili. E' dunque ora di fare un'operazione verità sul bilancio lasciando parlare cifre e fatti».
L'assessore al ramo, Giovanni D'Amico, intervenendo nuovamente sulla manovra contabile varata dall'Esecutivo, spiega che il debito regionale all'anno 2000 era pari a 219 milioni di euro e che alla fine del 2005 si è più che quadruplicato, attestandosi a quota 923 milioni di euro. Il debito cumulato con il disavanzo sanitario era al 2000 pari a 369 milioni di euro al 2005 pari a 1 miliardo e 13 milioni di euro.
«La crescita esponenziale del debito», ha detto D'Amico, «oltre che dimostrare la demagogia vuota di contenuti della destra è anche la risultante del mascheramento del fondo sanitario regionale destinato annualmente alle ASL nel triennio 2003-2005».
Infatti, chiarisce D'Amico, «negli anni trascorsi lo stanziamento previsto per la spesa sanitaria è stato sempre di gran lunga inferiore a quello necessario, ad esempio nel 2004 invece di stanziare almeno 1 miliardo e 700 milioni, la giunta di centrodestra ha stanziato 1 miliardo e 600 milioni con il risultato di peggiorare il disavanzo delle asl che contavano proprio sulla prima cifra. Non so come la cdl voglia chiamare questa decisione: quel che conta è che tale scelta ha prodotto effetti sulla vita e sulle tasche degli abruzzesi in termini di tagli ai servizi sanitari e come aumento del debito pro capite».
L'assessore D'Amico ha quindi aggiunto che «per avallare funamboliche operazioni di contabilità regionale, il centro destra è ricorso a mutui ventennali e trentennali arrivando quasi al tetto massimo di indebitamento, consentito dalla legge, pari appunto a oltre 920 milioni di euro. L'Esecutivo regionale, sempre secondo l'Assessore, «è intervenuto sistemando i conti e recuperando terreno, anzitutto sotto il profilo della legittimità».
Dunque la Giunta ha avviato un'azione di razionalizzazione della spesa sanitaria contestuale ad un «incremento dello stanziamento di 146 milioni di euro rispetto al 2005: quindi maggiori risorse e un'azione concertata di ottimizzazione che comporterà un miglioramento dei servizi e, contemporaneamente, la possibilità di ridurre progressivamente il debito regionale, riportandolo a livelli accettabili; ciò consentirà di ridurre gli oneri per il debito e, quindi, liberare risorse per gli investimenti senza aumentare le imposte che, certamente, non gioverebbero all'economia abruzzese e ciò è possibile già a partire dal 2007 allorchè tutte le azioni, oggi in fase di avvio, saranno a regime».
29/11/2005 18.03