Riformatori liberali, domani la prima assemblea nel segno di Enzo Tortora

Alessandro Biancardi

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Domani, 30 novembre 2005, si terrà a Roma la prima Assemblea nazionale del movimento politico dei Riformatori Liberali.
Il neocostituito Club Riformatori Liberali "Enzo Tortora" intende sottolineare la coincidenza di tale data con l'anniversario della nascita del noto presentatore televisivo (30 novembre 1928): un “non politico” che, con la sua battaglia per una “giustizia giusta”, ha offerto alla politica un esempio ancora oggi ineguagliato di coerenza, determinazione e assoluto rigore intellettuale e morale.
Enzo Tortora viene arrestato alle quattro del mattino all'Hotel Plaza di Roma il 17 giugno 1983. Viene subito portato in questura e, nonostante un collasso cardiaco, deve attendere fino alle 11 per essere trasferito a Regina Coeli. La notizia si diffonde rapidamente e in poche ore la foto del
celebre presentatore in manette fa il giro del mondo. L'accusa, partita da
Pasquale Barra e Giovanni Pandico - due affiliati alla Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo - è di associazione a delinquere di stampo
camorristico finalizzata al traffico d'armi e di stupefacenti. Tortora ottiene la scarcerazione nel giugno 1984, una volta divenuto parlamentare europeo con il Partito Radicale, dopo una campagna elettorale condotta dal proprio appartamento, in cui sconta gli arresti domiciliari. La procura di Napoli chiede subito al Parlamento Europeo l'autorizzazione al processo e all'arresto.
La prima viene concessa su richiesta dello stesso Tortora, che successivamente rinuncia del tutto all'immunità, dimettendosi dal Parlamento europeo in seguito alla sentenza che, il 17 settembre 1985, lo condanna a dieci anni di reclusione. Il 15 settembre del 1986, Enzo Tortora viene assolto dalla Corte d'appello di Napoli. Due anni dopo muore di cancro, senza aver ottenuto alcun risarcimento, come le altre 260 persone coinvolte nello stesso processo che avevano ricevuto il medesimo trattamento.
«A 22 anni dall'arresto di Enzo Tortora», dicono i responsabili pescaresi del club, «l'arbitrio della giustizia continua a colpire: cambiano solo nomi, luoghi e date. Tortora, chiedendo il via libera all'autorizzazione a procedere e rinunciando all'immunità parlamentare, ha scelto con coraggio e coerenza di portare avanti battaglie ancora oggi di grande attualità contro la carcerazione preventiva, la giustizia mediatica, l'uso indiscriminato dei pentiti e gli arresti effettuati sulla base di meri indizi».
29/11/2005 10.53