L’Abruzzo programma il nuovo ciclo di investimenti per gli anni 2007-2013

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Passi avanti nella definizione del documento regionale. Permangono tuttavia per i sindacati delle criticità: scarsi dati sui risultati sin qui conseguiti nel ciclo in corso; ancora insufficiente capacità di scegliere le priorità su cui indirizzare le risorse.  



ABRUZZO. Passi avanti nella definizione del documento regionale. Permangono tuttavia per i sindacati delle criticità: scarsi dati sui risultati sin qui conseguiti nel ciclo in corso; ancora insufficiente capacità di scegliere le priorità su cui indirizzare le risorse.


 


Si è svolto ieri a Palazzo Silone, all'Aquila, l'incontro promosso dalla Giunta Regionale, rappresentata dal Presidente Ottaviano Del Turco, con il partenariato sociale (sindacati, associazioni imprenditoriali e diverse organizzazioni sociali) per la definizione del Documento Strategico Preliminare dell'Abruzzo per la spesa dei fondi europei 2007-2013 e delle risorse nazionali del Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS).

«E' stato un confronto produttivo», ha detto Del Turco, «nel quale è stata ribadita la necessità di un continuo dialogo anche per il futuro e sono stati individuati gli obiettivi da perseguire in prospettiva». Nel pomeriggio, il Dsr è stato illustrato ai rappresentanti di Province e Comuni

La nuova stesura del documento ha recepito diverse osservazioni presentate dal sindacato, in particolare inquadrandolo in un'analisi più critica della crisi abruzzese, definendo meglio gli obbiettivi e armonizzandolo con il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria Regionale (DPEFR), rispetto al quale presentava alcune incongruenze.

Il lavoro è molto voluminoso, per cui si è convenuto di curarne una sintesi, che sarà predisposta nei prossimi giorni.

«Il quadro che emerge», spiega il segretario regionale della Uil, «è quello di un Abruzzo che nel ciclo 2000-2006 ha dovuto rinunciare all'Obbiettivo 1, ricevendo a titolo di compensazione il riconoscimento di porzioni di territorio relativamente ampie per l'applicazione dell'Obbiettivo 2 e l'inclusione nel Fondo per le Aree Sottoutilizzate. Ciò nonostante, le criticità dell'economia regionale non sono state riassorbite, ma, anzi, molti indicatori rilevano un regresso complessivo dell'Abruzzo. Il nuovo ciclo 2007-2013 di investimenti pubblici, europei e nazionali», continua la Uil, «ci vedrà alle prese, in un quadro d risorse in diminuzione, con il nuovo obbiettivo europeo di Competitività, avendo al tempo stesso ancora problemi di Convergenza (ma rimanendo esclusi dall'obbiettivo specificamente dedicatovi)».

I sindacati uniti pur apprezzando i passi avanti compiuti nella redazione del documento, che rappresenterà il contributo dell'Abruzzo alla stesura del Quadro di riferimento Strategico Nazionale (QSN), permangono problemi di cui essere consapevoli.
In primo luogo, mancherebbe un bilancio sufficientemente approfondito dei risultati - e delle carenze - del ciclo 2000-2006.
«Ciò non ci consente di fare pienamente tesoro dell'esperienza», ha continuato Roberto campo, «e indebolisce l'individuazione di scelte di discontinuità rispetto agli errori commessi. In secondo luogo, la strategia adriatico-balcanica, che potrebbe essere la vera idea-guida del prossimo ciclo di investimenti in Abruzzo, si affaccia qui e là nel documento, ma a latere degli altri obbiettivi, più che come elemento di riorganizzazione unitaria dell'insieme della programmazione. In particolare, sarebbe utile delineare un'ipotesi per una nuova Intesa Istituzionale di programma con lo Stato centrale, incentrata sul tema di un'infrastrutturazione adeguata per servire l'obbiettivo di fare dell'Abruzzo la porta di collegamento privilegiata con l'area balcanica. In generale», conclude, «appare ancora insufficiente la capacità di selezionare le priorità su sui concentrare la spesa: sarà questa la sfida più importante, in un quadro di fondi decrescenti, per evitare dispersione di risorse e dare efficacia alle politiche di investimento pubblico».
24/11/2005 9.37