Il nuovo Marrucino? «Più poltrone e stipendi per gli amici»

Alessandro Biancardi

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Il nuovo Marrucino? «Più poltrone e stipendi per gli amici»
  CHIETI. Il Consiglio comunale ha avviato la trasformazione del Marrucino in deputazione. Ma la minoranza contesta la creazione di un nuovo carrozzone che porterà a nuove spartizioni e spese per le casse comunali  
All'indomani della contestata delibera sul teatro Marrucino non potevano mancare le polemiche fra l'opposizione è la maggioranza.
Con la nuova delibera consiliare -secondo il centrodestra- si sarebbero create soltanto nuove voci di spesa che serviranno a pagare gli stipendi del nuovo consiglio di amministrazione del teatro.
Ad attaccare sono i consiglieri comunali di Alleanza nazionale, Umberto Di Primio, Forza Italia Emilia Di Matteo, lista per Chieti , Emanuele Buracchio ed Udc Raffaele Di Felice.
«La delibera sul teatro Marrucino annunciato come quella della svolta fatta di tagli e poltrone e spese si è trasformata nell'ennesimo scempio di inconcludenza e litigiosità della maggioranza di centrosinistra», si legge in una nota, «Dopo mesi di scontri sui giornali tra sindaco e Ds; tra questi ultimi e i socialisti su quale dovesse essere la forma giuridica da dare all'attuale istruzione teatrale tutto si è concluso con una sospensione di oltre un'ora della seduta del consiglio dell'altra sera, 5 emendamenti di maggioranza alla delibera proposta dallo stesso centro sinistra, qualche urlo dalla stanza del sindaco e l'abbandono del Comune da parte del primo cittadino e di qualche suo fedelissimo».

E sempre secondo i consiglieri di opposizione la commedia sarebbe quella già vista troppe volte fin dall'insediamento del sindaco di centrosinistra Francesco Ricci.
«Parlando dei tanto sbandierati tagli alle poltrone», continua l'opposizione «il centrosinistra dovrà spiegare ai cittadini come mai è stato bocciato (con 22 no, 17 sì, un astenuto) l'emendamento presentato dai gruppi di minoranza con il quale si chiedeva di ridurre da tre ad uno i membri del consiglio di amministrazione del teatro nominati dal sindaco. Adesso assisteremo alla più becera delle spartizioni tra Comune, Provincia e Regione. Il centrosinistra finalmente potrà entrare in teatro il calcare il palcoscenico del Marrucino».
Sempre in temi di tagli l'opposizione si chiede come mai non siano stati attuati quelli alla spesa e come mai ancora una volta sia stato bocciato (17 no, 14 sì, 2 astenuti) per soli tre voti l'emendamento presentato dei gruppi di minoranza con il quale si chiedeva di prevedere per i membri del consiglio di amministrazione del teatro solo un rimborso spese e non uno stipendio che graverà sulle casse del Comune.
«Anche in questo caso la spiegazione c'è», rispondono Di Primio e company, «il sindaco e la sua maggioranza hanno bisogno di creare posti per accontentare gli appetiti dei vari gruppi che bussano alla porta del centro-sinistra e, visto che bisogna quietarli, perché non dargli anche qualche soldo?».
Infine con l'emendamento approvato al regolamento del teatro non sarà più possibile svolgere manifestazioni di tipo politico o sindacale all'interno del Marrucino.
Insomma l'opposizione di centrodestra dipinge ancora una volta la maggioranza come da vecchio e consolidato stampo del clientelismo e della spartizione delle poltrone che tra l'altro faranno spendere denaro pubblico per l'ennesimo carrozzone.
Il vicesindaco Andrea Catena ha invece voluto sfatare le diverse voci che circolavano da qualche giorno circa fantomatiche guerre all'interno della maggioranza di centrosinistra e si è limitato a mettere in evidenza come la delibera consiliare sull'adeguamento dello statuto del teatro Marrucino sia stata votata in modo compatto da tutta la maggioranza con 23 voti favorevoli.

«La stessa maggioranza», ha spiegato il vicesindaco, «ha approvato l'emendamento proposto dalla giunta che avvia le procedure per la costituzione della fondazione teatrale dell'ordine del giorno, sottoscritti da tutti i capigruppo di centrosinistra, per contenere al di sotto del 50% la spesa per le indennità agli emolumenti previsti per gli organi di istituzione».
23/11/2005 9.08