La rivolta dell’Ater di Pescara: altro motivo di scontro nel centrosinistra.

Alessandro Biancardi

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La rivolta dell’Ater di Pescara: altro motivo di scontro nel centrosinistra.
PESCARA. “Inciucio” all’interno dell’Ater di Pescara. Con i voti del centro sinistra viene riconfermato direttore del centro destra. Con la nuova e contestata decisione si aprirebbero anche le possibilità di un ricorso del neo direttore per opporsi alla legge dello spoil system
La Regione fa decadere tutti i consigli di amministrazioni delle aziende controllate dall'ente ed uno di questi invece fa finta di nulla.
E' successo all'Ater di Pescara.
Il Consiglio d'amministrazione si è riunito normalmente per approvare il bilancio (competenza che gli poteva spettare perché ordinaria amministrazione) ma anche per riconfermare il direttore, che invece doveva risultare decaduto in seguito alla leggere regionale nota come “spoil system”.
«Oltre all'approvazione del bilancio preventivo 2006, figurava all'odg anche la conferma della nomina di direttore all'Arch. Alfredo D'Ercole», denuncia il segretario regionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo.

Il Direttore è stato nominato, per un anno, a seguito di selezione, nel marzo 2004, da un consiglio allora di maggioranza del centro-destra, in quota Forza Italia. D'Ercole è stato per anni braccio destro di Carlo Pace in qualità di dirigente del Comune.
Nell'autunno dello stesso anno, quindi dopo circa soli otto mesi di attività, il consiglio ha provveduto ad una proroga per un ulteriore anno, fino a marzo 2006.
«La conferma del direttore», continua Acerbo, «è stata ora portata in consiglio, sempre con molti mesi di anticipo dalla scadenza, senza neanche attendere almeno l'approvazione di un bilancio consuntivo derivante da un esercizio finanziario completamente predisposto e seguito dal direttore».

Sui 7 componenti ne erano presenti sei perché mancava Camarra (FI).
Il consigliere Colaiocco (DS) ha fatto subito mettere a verbale la illegittimità della riunione del consiglio e poi è andato via, seguito dal consigliere Iezzi. Sono rimasti quindi il presidente Foschi (AN), il consigliere Di Bonaventura (UDC) ed i consiglieri della Margherita Di Cristoforo e Di Camillo, assicurando il numero legale, ed hanno proceduto alla votazione a scrutinio segreto con il seguente risultato: tre voti a favore ed uno contrario.
«Il direttore sponsorizzato da Forza Italia (o forse in via di trasmigrazione?)», chiarisce Acerbo, «è stato quindi riconfermato fino alla scadenza “legittima” del consiglio e cioè luglio 2007, evidentemente con almeno un voto della opposizione (chi sarà stato?). Certo, nessuno si meraviglia dopo aver visto che il consigliere Di Cristoforo è firmatario del ricorso contro la decadenza dei cda presentato, assieme al centro-destra, contro le disposizione delle Giunta Regionale dell'Unione. Quindi nei prossimi giorni quando sarà rinnovato il CdA rimarrà al suo posto il direttore dell'ATER e sarà assicurata la continuità degli interessi trasversali. Sappiamo tutti che una legge Regionale prevede la decadenza del direttore assieme al consiglio che lo ha nominato; sembra quindi che ora gli sia stata assicurata la possibilità di rivolgersi al Giudice del Lavoro per far valere il proprio contratto e che con il voto segreto non sia possibile rivalersi di eventuali danni sui responsabili».
Secondo Rifondazione non si capirebbe perché due esponenti della Margherita, uno dei quali dovrebbe essere ancora il segretario provinciale, abbiano aiutato un esponente del centrodestra a sfuggire gli effetti della legge sullo spoil system.
In ogni caso tutto è passato sotto silenzio. Fino ad ora. 21/11/2005 9.19