Carlo Masci: «Non vogliamo poltrone. La nostra forza? Il programma»

Alessandro Biancardi

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Oltre 600 persone hanno partecipato ieri sera, presso la sala conferenze della Chiesa del Rosario, all'assemblea di Pescara Futura, convocata da Carlo Masci, ed alla quale hanno presenziato i maggiori esponenti del movimento a partire dal presidente Donato Di Campli, poi Franco Brunetti (presidente ad honorem), il consigliere provinciale Fabrizio Rapposelli, il consigliere comunale Berardino Fiorilli, l'ex consigliere Aldo Marino. Ha portato il suo contributo anche uno dei padri fondatori di Pescara Futura, Giacomo Colacito. Quello di ieri sera è stato il primo appuntamento dopo le elezioni regionali in vista del probabile ritorno alle urne al Comune di Pescara.
Attenti osservatori: esponenti di molte realtà civiche Abruzzesi (Chieti Futura, Lista per Chieti di Emanuele Buracchio, Montesilvano Futura, Ortona Futura, Enio Rosini di Spoltore, il segretario del Pri Di Federico Lino, il Sindaco di Ofena, Ricci Roberto ex Sindaco di Cappelle sul Tavo). Carlo Masci ha ripercorso la vita del movimento di questi ultimi mesi, dall'ormai famoso no a Berlusconi e al meno famoso, ma altrettanto indicativo, no ad Ottaviano Del Turco.
«Non vogliamo poltrone», ha detto tra l'altro Masci, «Non siamo alla ricerca di incarichi e prebende. Lo abbiamo dimostrato nei fatti. Per noi contano soprattutto i programmi, le linee di intervento che possono contribuire alla crescita delle nostre città, le opere da realizzare ed onestamente di tutto ciò assai poco abbiamo visto ed è questa la ragione principale per la quale abbiamo difeso e continuiamo a difendere la nostra autonomia che tale resterà anche nel prossimo futuro. Fuori dal politichese», continua Masci, «diciamo che Pescara Futura, aspetta di vedere dai partiti e dalle coalizioni quei segnali di cambiamento che le persone comuni chiedono invano da sempre. Il dibattito in corso a livello nazionale sulla crisi del bipolarismo è così attuale e Pescara Futura è la chiara dimostrazione che c'è uno spazio politico sempre più ampio che i partiti non riescono ad occupare e che c'è un'incredibile voglia di partecipazione a dispetto dei Santuari impenetrabili del potere. Per questo contano i programmi, per questo chi vorrà confrontarsi con Pescara Futura sa, fin d'ora, che potrà farlo soltanto sulle cose da fare, da realizzare e non sulle poltrone da occupare».
Giochi del Mediterraneo, Società di gestione dei servizi pubblici, definizione dei problemi di mobilità dell'area metropolitana, realizzazione palazzi regionali, recupero aree dimesse, tutela del settore commercio, sviluppo turistico, vivibilità dei quartieri periferici. Questi sono i temi per i quali Pescara Futura svolgerà sempre «il ruolo di megafono per coloro che hanno idee, progetti, soluzioni, voglia di esserci, ma che sono esclusi da una politica che non riesce più a dialogare con il territorio». 15/11/2005 13.53