«Crollato il progetto da 20mln di euro della strada di Campo Felice»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Le polemiche in Consiglio regionale per una opera faraonica e dalla dubbia utilità
«In occasione del Consiglio regionale del 26 ottobre, che ha approvato le variazioni alla Finanziaria regionale 2005, i Verdi per protesta hanno abbandonato l'Aula nel momento della votazione dei numerosi emendamenti presentati surrettiziamente dal centro-destra e dal centro-sinistra, emendamenti mai discussi né condivisi nella Commissione Bilancio competente in materia né in altre sedi politiche e istituzionali».
Il Consiglio regionale molto movimentato di ieri sta suscitando molte polemiche fuori e dentro la maggioranza.
Il capogruppo dei verdi, Walter Caporale, precisa che «siamo in ogni caso rientrati per votare la variazione di bilancio nel suo complesso per garantire lo stanziamento dei fondi ai piccoli Comuni, alle Associazioni di volontariato, alle Riserve e ai Parchi regionali, alle iniziative ed alla assistenza dei diversamente abili, alle parrocchie etc».

I Verdi hanno deciso di rientrare in Aula,raccontano i consiglieri regionali, anche per fermare lo scempio di Campo Felice, per impedire la costruzione di «un costoso, faraonico ed inutile collegamento viario che avrebbe ridotto di soli 15 minuti un percorso attualmente di curve e che sarebbe costato alla collettività 7 milioni di euro all'avvio dei lavori, con la probabilità di arrivare a superare i 20 milioni di euro per l'intera opera».
Quaranta miliardi di vecchie lire che la Regione Abruzzo vorrebbe spendere in un momento di crisi, di mancanza di posti di lavoro, di tagli a Comuni, associazioni, cultura, assistenza.
«Nel mio duro intervento in Consiglio regionale (contestatomi aspramente dall'opposizione e da alcuni settori della maggioranza)», spiega Walter Caporale, «nel chiedere di bocciare una proposta che, ritirata dall'Assessore competente è stata fatta propria dai partiti del centro-destra, ho voluto sottolineare come il rapporto costi-benefici di questa opera è assolutamente iniquo, oltre che tecnicamente privo di una Programmazione territoriale di livello sovracomunale, (i Comuni di Rocca di Mezzo e di Rocca di Cambio, direttamente interessati, sono privi di Piano Regolatore)».
La soppressione di detta opera è diretta conseguenza del voto contrario di Verdi, DS, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, UDEUR e Unione. 27/10/2005 16.15