Censura: il Comune contro Ballarò

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1470

  L’AQUILA. Polemiche dopo la trasmissione di Raitre per una intervista non andata in onda. L’amministrazione di centro destra chiederà risposte ufficiali ai vertici dell’azienda.


 


L'AQUILA. Polemiche dopo la trasmissione di Raitre per una intervista non andata in onda. L'amministrazione di centro destra chiederà risposte ufficiali ai vertici dell'azienda.


Un servizio mai andato in onda.
Una intervista rilasciata ai microfoni della trasmissione di Giovanni Floris e poi non trasmessa.
Ieri sera il sindaco Tempesta e alcuni assessori avranno atteso trepidanti un servizio che però non è mai arrivato. «Desta più di una perplessità», dichiara Ernesto Placidi, vice sindaco e assessore alle finanze, «l'annullamento del servizio contenente l'intervista realizzata con amministratori e dirigenti del Comune dell'Aquila, riguardo la recente normativa che ha escluso dal pagamento Ici le strutture di carattere religioso, anche se gli introiti di queste provengono da operazioni commerciali».
Così, dopo un pomeriggio trascorso tra microfoni e telecamere il sindaco e i suoi collaboratori si aspettavano quantomeno di rivedersi in “tivvù”.
«Sabato scorso», continua il vice sindaco, «una troupe della nota trasmissione televisiva è stata all'Aquila ed ha intervistato, su questo argomento, il sindaco Biagio Tempesta, il dirigente del settore economico-finanziario, Quirino Cervellini, e me. L'intervista», spiega Placidi, «era stata chiesta dalla stessa redazione del programma, in quanto all'Aquila lo scorso anno la Corte di Cassazione ha definitivamente deciso in favore del Comune il contenzioso con un istituto religioso cittadino, che ha sempre ritenuto di non dover essere soggetto all'Ici».

E perché allora non mandare in onda il servizio?
Secondo l'amministrazione aquilana alcune frasi potrebbero aver infastidito.
«Nel corso dell'intervista», sostiene Placidi, «abbiamo espresso il nostro parere favorevole sulla nuova normativa del Governo».
Oltre al danno della presunta censura, però arriva anche la beffa: ieri sera, infatti, il sindaco e i suoi collaboratori non hanno visto la trasmissione incriminata «perchè attraverso le normali antenne, non si riceveva il segnale di Rai 3».
«Abbiamo provato a chiedere chiarimenti alla redazione. Ci è stato risposto che, data la complessità della materia e l'articolazione delle argomentazioni che abbiamo fornito, non potevano essere rispettati i tempi del programma, qualora l'intervista fosse andata in onda. Si noti che è stata spostata appositamente una troupe da Roma. Non vorremmo», chiude Placidi, «che il taglio del nostro intervento sia stato determinato dalle nostre considerazioni. Speriamo, naturalmente, di sbagliarci. Ma, per dissipare ogni dubbio, chiederemo spiegazioni ufficiali ai vertici della Rai». 12/10/2005 17.09