L'Aquila: immobile Asl diventa sede di partito

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1158

La sede di Forza Italia in un immobile della Asl in pieno centro.
E' ormai battaglia aperta sulla nuova sede del partito di Berlusconi a L'Aquila. Recentemente inaugurata è ora piena delle insegne del partito azzurro. L'opposizione attacca e denuncia le ombre e le contraddizioni dell'operazione.
«In corso Federico II», dicono Fabio Ranieri e Giustino Masciocco dei Ds, « è stata recentemente aperta – in pompa magna, mancavano solo i gonfaloni istituzionali – la sede di Forza Italia che ospita, oltre ai coordinamenti comunali e provinciali, anche la struttura regionale del partito di Berlusconi. Nulla di male, se non fosse che il locale utilizzato da Forza Italia risulta essere di proprietà dell'Asl dell'Aquila, concesso in locazione dalla stessa Azienda Sanitaria (pubblica amministrazione) all'architetto Vito Domenici, consigliere regionale “azzurro” e già assessore alla Sanità dello stesso ente, per studio professionale, come da contratto registrato il 17 aprile 2002».
Secondo I consiglieri comunali Ds già questa stranezza potrebbe bastare invece la situazione riserva altre sorprese.
«Come per magia», raccontano, «l'immobile diventa anche sede del partito in questione. Dunque, in una città come L'Aquila, in cui è difficilissimo poter accedere, anche a pagamento, a spazi pubblici per scopi sociali e culturali (la vicenda dell'utilizzo di Palazzetto dei Nobili ne è un esempio), l'architetto Domenici riesce a ottenere, per uso personale, con una disinvoltura disarmante, un immobile in pieno centro storico, di proprietà pubblica, meglio ancora dell'azienda sanitaria pubblica. Il tutto, in un periodo in cui il predetto era Assessore regionale alla Sanità. Gli Aquilani possono tirare da soli le conclusioni su quanta etica sia stata utilizzata in questa operazione».
Ricapitolando la Asl concede ad un assessore (dunque maggioranza in quel momento alla Regione) un immobile per il proprio studio professionale. Poi lo stesso diventa sede di un partito.
«Il fatto è davvero sconcertante», concludono Ranieri e Masciocco, «e la dice lunga sul concetto che ha la Casa delle Libertà del settore pubblico, il cui patrimonio viene incredibilmente piegato a utilizzo privato e poi a sede di partito». 12/10/2005 9.05