Ds «Basta con questa farsa ridicola. Così Tempesta penalizza la città»

Alessandro Biancardi

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E' stato il Consiglio comunale l'occasione per rinfervorare le polemiche fra maggioranza e opposizione. A sbottare è il capogruppo dei Ds, Vittorio Festuccia, che si chiede come mai la giunta che si diceva azzerata è ancora in piedi.
«Ancora una volta gli “attori” dell'amministrazione Tempesta», dice Festuccia, « sono saliti sul palcoscenico per recitare la commedia della crisi politica. L'ennesima farsa a puntate, che mortifica sempre di più L'Aquila. E' appena il caso di ricordare come nella seduta del 30 settembre, pur di salvare la sua poltrona (ormai sempre più concepita come un trampolino di lancio verso Roma, secondo i suoi desideri), il sindaco Tempesta accetta incondizionatamente il ricatto politico dell'Udc, espresso per bocca del collega Consigliere Succitti, che subordina il voto sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio – necessario per evitare la caduta degli organi amministrativi del Comune – all'azzeramento della Giunta nel giro di pochi giorni».
«Sono passati dieci giorni e l'esecutivo resta ancora in piedi, nel pieno delle sue funzioni», aggiunge Festuccia, «gli Assessori continuano a lavorare, o meglio, a non lavorare, nel senso che questa Giunta continua a non produrre nulla. A questo punto viene da chiedersi come finirà questa commedia. Chi comanda in Municipio? I partiti di centro destra (oramai ridotti a tre), il Sindaco, o chi altro? Tutto ciò che sappiamo sono i balletti di nomi che si leggono sugli organi di informazione. Ma allora, se il sindaco non ha sciolto la giunta, perché l'Udc – che aveva promesso di non votare la delibera senza la cancellazione dell'Esecutivo, per dare un nuovo impulso all'azione amministrativa con nuovi personaggi – non torna alla carica, visto che il suo diktat è stato disatteso?».
Per l'opposizione la confusione regna sovrana e si spera in una conclusione che sarebbe quella del “rompete le righe”.
In ogni caso i Ds hanno chiesto al Segretario generale un parere di legittimità sulla seduta del 30 settembre scorso, nella quale è stata votata una salvaguardia degli equilibri di bilancio sospetta «non essendoci certezza contabile nei due strumenti finanziari propedeutici alla stessa, vale a dire i consuntivi delle Istituzioni Centro Servizi Anziani e Perdonanza Celestiniana», si legge nella nota dei Ds. 10/10/2005 12.45