La protesta delle Province abruzzesi

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1191

La legge finanziaria per il 2006 comporterà per le Province abruzzesi tagli per oltre dieci milioni di euro. Così, i quattro presidenti Tommaso Coletti, Ernino D'Agostino, Giuseppe De Dominicis e Stefania Pezzopane (per l'amministrazione aquilana era presente il vice presidente Oreste Cambise) hanno quantificato questa mattina a Pescara davanti ai taccuini della stampa il “danno” provocato alle loro amministrazioni dalle misure contenute nella legge finanziaria per il 2006 approvata dal consiglio dei ministri e ora all'esame del Parlamento. E annunciato il ricorso a gesti istituzionali “estremi”, come la riconsegnare simbolica delle chiavi degli enti locali (Province, Comuni, Comunità montane) ai Prefetti «affinché si rendano interpreti presso il Governo dell'impossibilità di amministrare le città e la Provincia in presenza di una legge così iniqua e inaccettabile», nel corso di una giornata di mobilitazione fissata per mercoledì 12 ottobre prossimo. Valutando anche «l'opportunità di sospendere simultaneamente per un'ora l'erogazione dei servizi comunali e provinciali, in segno di protesta».

Prende corpo in Abruzzo, grazie all'iniziativa dell'Unione delle Province italiane, la protesta delle istituzioni locali, contro le previsioni contenute nella Finanziaria 2006. Un testo, che a detta del presidente nazionale dell'Upi, Fabio Melilli, «(…) questa volta mette a rischio la nostra stessa possibilità di portare avanti l'azione di governo sia per le funzioni storiche, come manutenere le strade, le scuole, tutelare l'ambiente, che per le nuove attribuzioni come le politiche per il lavoro, la formazione professionale, il sostegno allo sviluppo. Si rischia, cioè, il blocco delle attività delle Province, in base a un taglio che in Italia assomma a 400 milioni di euro».

E un quadro non diverso si annuncia anche per i Comuni, interessati al pari delle Province a una drastica, ingiustificata e massiccia riduzione dei trasferimenti: a detta dei presidenti delle Province abruzzesi «inciderà sulla formazione dei bilanci in modo gravissimo, con il rischio di dover oltretutto accentuare la tassazione locale pur di tenere ferme le scelte operate negli anni, e soprattutto continuare ad assicurare ai cittadini uno standard di servizi adeguato».

Annunciando la loro mobilitazione straordinaria della prossima settimana assieme ai Comuni e alle Comunità montane, i presidenti delle Province abruzzesi, che denunciano «il carattere centralista e punitivo della manovra che colpisce in particolare le regioni e le autonomie locali e una campagna mediatica strumentale, in cui la manovra viene impropriamente presentata ai cittadini come una lotta contro gli sprechi», hanno inoltre deciso di «promuovere in ogni sede, singola o associata, modifiche sostanziali al disegno di legge in modo da eliminare gli effetti dannosi sugli enti locali e di convocare i consigli comunali, delle comunità montane e il consiglio provinciale per dibattere, in seduta pubblica, i problemi derivanti dalla legge finanziaria 2006 ed approvare ordini del giorno da inviare subito al Parlamento». Alla campagna contro gli enti locali, l'Upi abruzzese ha deciso di replicare con una sua campagna di informazione: simbolo ne è un manifesto con il crudo dettaglio dei tagli, e un simbolico muro del pianto utilizzabile indifferentemente da amministratori locali e cittadini. 6/10/2005 17.23