An all’attacco sulla Transcollinare Chieti-Fara San Martino

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Il problema del prolungamento della importante arteria in Consiglio provinciale quest'oggi. Il consigliere di An Antonio Tavani presenterà una interrogazione al presidente Tommaso Coletti per conoscere a che punto sia l'iter per l'ultimazione dell'opera.



CHIETI. Il problema del prolungamento della importante arteria in Consiglio provinciale quest'oggi. Il consigliere di An Antonio Tavani presenterà una interrogazione al presidente Tommaso Coletti per conoscere a che punto sia l'iter per l'ultimazione dell'opera.


E' una delle arterie viarie che ancora manca e che potrebbe risultare molto utile all'economia della vallata del basso medio ed alto Aventino. Nello specifico,il prolungamento che dovrebbe raggiungere il “Paese dei pastifici” è sparito «dopo la campagna elettorale». Che cosa intenda fare l'amministrazione provinciale di Chieti, guidata dal senatore Tommaso Coletti, se lo chiede il consigliere di An, Antonio Tavani, che oggi in consiglio chiederà una risposta pubblica.
«Il fatto è», dice Tavani, «che esaurita la fase della campagna elettorale non rimane traccia alcuna, con esclusione dello stampato del programma elettorale di governo, di qualsiasi iniziativa o attività politica tesa a sbloccare la prosecuzione di un'arteria strategicamente indispensabile come la Transcollinare Chieti-Guardiagrele– Casoli- Fara San Martino. Eppure è stata un ottimo cavallo di battaglia elettorale per attrarre consenso nelle popolose zone che da questa arteria dovrebbero essere servite. Inoltre, il rilancio economico, in ogni sua possibile forma, non può prescindere da una minima e elementare infrastrutturazione, vale a dire in questo caso una moderna e fruibile via di comunicazione “dal centro capoluogo” e “verso il centro capoluogo».

Secondo il consigliere di An sarebbe in ballo la «qualità della vita di circa 20,000 residenti che dimorano in tanti e importanti centri (Casoli, Fara San Martino, Palombaro, Civitella Messer Raimondo, Lama dei Peligni, Palena, Lettopalena, Colledimacine, Taranta Peligna, Torricella Peligna, Gessopalena, Montenerodomo) e che dipende ormai quasi esclusivamente dalla possibilità di collegarsi a Guardiagrele e Chieti in tempi ragionevoli (cioè raggiungere mediamente il capoluogo in meno dei novanta minuti attualmente occorrenti per percorrere 60/80 km) e con strade sicure e al passo con i tempi».
Di qualità della vita Tavani parla anche in relazione ad eventuali urgenze sanitarie poiché i centri di Guardiagrele e Chieti sono gli unici ad avere strutture ospedaliere.
«Oggi in consiglio chiederò al presidente Coletti», conclude Antonio Tavani, «quali iniziative ha preso; a che punto è la realizzazione dello svincolo Guardiagrele Est-Guardiagrele Ovest, più e più volte annunciato sulla stampa negli ultimi mesi e di cui nulla si è più saputo; quali iniziative ha inteso adottare la Provincia di Chieti negli ultimi dodici mesi nei confronti dell'A.N.A.S. e del Governo nazionale per sollecitare un intervento diretto o indiretto nella realizzazione dell'opera. E poi se non ritiene necessario oltre che opportuno istituire da subito un tavolo comune con la Regione, le Comunità Montane e tutti i Comuni interessati per adottare le più ampie e condivise strategie che portino ad una rapida soluzione di questo annoso problema e se non ritenga che, essendo la gran parte dell'opera già realizzata (Chieti-Guardiagrele), non si debba oggi ritenere prioritaria la sua prosecuzione e ultimazione».
Nella zona interessata dal prolungamento della transcollinare vi sono alcune zone ad alta densità industriale che ultimamente, visto il clima generale, non godono esattamente di ottima salute ed una strada efficiente e veloce probabilmente potrebbe aiutare gli scambi commerciali.
Soltanto il polo industriale alimentare di Fara San Martino un Distretto Industriale di prim'ordine, con i suoi 1.000 occupati diretti e gli oltre 1.000 dell'indotto, ed un volume d'affari generato solo a Fara san Martino pari a circa € 700/800 milioni annui basterebbe, secondo Tavani, per giustificare l'urgenza della ultimazione dell'opera. 3/10/2005 9.33