Venturoni invita Fli e Forza del sud ad una riunione di maggioranza Pdl

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2402

Venturoni invita Fli e Forza del sud ad una riunione di maggioranza Pdl
ABRUZZO. «Si comunica che in data martedì 15 marzo 2011, a seguire il Consiglio regionale in seduta solenne, è convocata la riunione del gruppo PdL c/o Hotel Zunica in località Civitella del Tronto».

Fa bene il suo nuovo lavoro di capogruppo, oppure Venturoni inaugura una nuova stagione politica nella maggioranza Pdl alla Regione? La novità dell’incontro sta nel fatto che la mail di convocazione è arrivata inattesa anche ai componenti di Fli Berardo Rabbuffo, Daniela Stati e Emilio Nasuti e di Forza del sud Nicoletta Verì e Nicola Argirò, oltre agli altri normalmente invitati. Cosa è successo nella maggioranza?

Si vuole instaurare un nuovo clima di collaborazione? Sono lontani i tempi in cui Fli ha chiesto di concordare alcune iniziative comuni, senza ricevere risposte, e sembra dimenticato lo strappo di Argirò per la vicenda del mancato assessorato.

La nuova strategia coglie di sorpresa i dissidenti della maggioranza, ma potrebbe essere anche l’ammissione di una autosufficienza impossibile da parte del Pdl che quindi corre ai ripari, magari tentando il recupero di pedine importanti e proponendo una federazione dei gruppi di centrodestra. In realtà Venturoni, da politico navigato, sa bene che la politica delle espulsioni non produce frutti, mentre quella delle inclusioni è più utile alla maggioranza.

C’è però un però. Ed è proprio il pericolo che viene dalla location di questa riunione della maggioranza, che è poi il seguito della riunione solenne del Consiglio in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

La fortezza di Civitella del Tronto scelta per le manifestazioni è il simbolo della resistenza Borbonica che capitolò dopo tre giorni dalla proclamazione del Regno unito.

Quindi sotto sotto la scelta di festeggiare lì i 150 anni dell’Italia unita potrebbe essere la spia di un’ammirazione del passato regime assolutistico borbonico, come simbolo di un esercizio del potere da imitare e da rivalutare.

Nei giorni scorsi, non a caso, il senatore Fabrizio Di Stefano, vice coordinatore regionale Pdl, con la sua Fondazione ha celebrato lì il “Risorgimento diseguale”, una rivisitazione storica dei problemi dell’unificazione piemontese dell’Italia, come se i Borboni fossero da rivalutare.

Chissà se Venturoni ne è restato affascinato al punto da rimpiangere Ferdinando secondo ed il figlio Francesco, prima sovrani illuminati e poi persecutori dei liberali?

Sebastiano Calella  15/03/2011 10.18