Energie rinnovabili sì, ma nel rispetto di ambiente, paesaggio e architettura

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2708

ABRUZZO. Spazio alle energie rinnovabili ma occorre, contemporaneamente, proteggere e tutelare il territorio.

La pensa così Ottavio Di Carlo, esponente dei Verdi-Costituente Ecologista, che suggerisce di istituire delle apposite commissioni interdisciplinari a tutela dell’ambiente, dell’architettura e del paesaggio.

Sono proprio queste tre, secondo Di Carlo, le direttrici da seguire nella realizzazione degli impianti fotovoltaici: tutelare il territorio, il sistema paesaggistico e la bellezza architettonica del nostro paese.

Soltanto nel rispetto di questi elementi si può puntare sulle rinnovabili per il fabbisogno energetico e dare prospettive di vita, in piena sintonia con la natura, alle future generazioni.

Proprio partendo da queste considerazioni, Di Carlo fa un invito al Governo, alla Regione, alle Province ed alle Amministrazioni comunali a rivedere immediatamente le pianificazioni territoriali ed i regolamenti affinché si disciplini meglio la localizzazione degli impianti di energia rinnovabile sull’intero territorio, evitando installazioni casuali che possano poi penalizzare per tanti anni l’aspetto ambientale, architettonico e paesaggistico.

Il sistema migliore è determinare una zonazione che individui le aree idonee e non idonee all'installazione per tutti gli impianti di produzione di energia rinnovabile, attraverso una vera commissione valutatrice che sia interdisciplinare (sviluppo economico, ambiente, arte, cultura, eccetera) e soprattutto al di sopra della speculazione finanziaria.

«Deve prevalere il bene del singolo cittadino, della comunità intera, dell’ambiente e non il facile guadagno degli speculatori», sottolinea l’esponente dei Verdi.

Per arrivare a ciò Di Carlo evidenzia le quattro azioni immediate che ritiene essenziali.

L’Italia sia la nazione dove si possono installare solo impianti fotovoltaici disciplinati dallo scambio sul posto. Si potranno quindi realizzare impianti solo per coprire il proprio consumo di elettricità.

Gli incentivi statali devono premiare la produzione per autoconsumo e non quella destinata alla vendita. Quindi energia rinnovabile consumata sul posto senza il problema di infrastrutture e dispersioni nella rete di distribuzione.

Gli incentivi andranno regolamentati ma devono esprimere certezze nel tempo per favorire investimenti e  sviluppo tecnologico nel settore ovvero fare sistema in Italia.

Gli impianti produttivi destinati alla solo produzione e vendita, potranno essere realizzati solo in aree definite improduttive dai piani territoriali. L’Italia deve bloccare la speculazione finanziaria (per eliminare infiltrazioni malavitose) ma favorire la realizzazione di impianti tesi a coprire il fabbisogno energetico di utenze sia pubbliche che private.

«Queste semplici azioni – conclude Ottavio Di Carlo - possono da sole tutelare lo sviluppo della produzione delle rinnovabili, dare tutela al territorio e dare risposte alle aspettative di tutti gli operatori di settore mentre saranno penalizzati solo gli speculatori finanziari».

 11/03/2011 9.06