Caramanico lascia il Pd: «imbarazzato da esternazioni D'Alfonso»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il consigliere regionale Franco Caramanico ha lasciato il Pd, come ormai annunciato da giorni, ed è passato a Sinistra ecologica e Libertà.

Questa mattina Caramanico ha spiegato che sono «tante e diverse» le ragioni che lo hanno spinto a lasciare il suo vecchio partito. «Oggi - ha evidenziato - non c'é tanto il discorso di Caramanico che abbandona il Pd, ma del Pd che abbandona gli elettori di sinistra».

Il consigliere regionale ha spiegato, a tale proposito, di avere provato imbarazzo dopo le ultime «esternazioni», rese anche da Luciano D'Alfonso, in merito a future alleanze con partiti di Centro. «Per quanto spazio si possa dare al confronto - ha detto - non credo di poter solo immaginare una coalizione che veda al proprio interno Fli e Udc e che abbia come candidato presidente Daniele Toto, la cui designazione dimostra l'incapacità da parte dei Democratici di costruire una reale alternativa al centrodestra».

Caramanico ha aggiunto di aver creduto nel Pd e di avere sperato in «una svolta diversa» dopo l'elezioni di Bersani e, a livello regionale, di Paolucci, e la prospettiva di candidare a presidente della giunta regionale, il senatore Giovanni Legnini.

Non sono mancati nemmeno attacchi a Paolucci che ieri aveva chiesto le sue dimissioni. «Voglio ricordare al segretario regionale - ha detto Caramanico - che sono stato per primo io a dare il contributo al Pd, nel 2008, quando, non tesserato del partito, da assessore feci la campagna per Veltroni. La mia adesione al Pd - ha sottolineato - non è stata strumentale. Ricordo, anzi, che è avvenuta dopo che il Pd mi ha cacciato dalla giunta regionale».

Il segretario regionale di Sel, Gianni Melilla ha sottolineato che, con l'adesione di Caramanico, il partito sarà presente in maniera più organica in Consiglio.

Dopo l'incontro con la stampa è intervenuto sul passaggio il capogruppo del Pd in Consiglio Camillo D'Alessandro secondo il quale il duo Caramanico-Melilla «non rappresenta esattamente il nuovo che avanza  nei volti, nei metodi, nel modo di fare».

«Prima che io nascessi», ha detto D'Alessandro, i due «facevano già politica. Vorrei chiedere ai tanti giovani che hanno creduto nel progetto di Vendola  se ora sono soddisfatti dal ricostituirsi della vecchia nomenclatura, questo volevano?  Quando Caramanico restituirà qualcosa prima di continuare a pretendere per se?»

Il capogruppo respinge anche le accuse di non aver valorizzato a sufficienza il consigliere: «qualche giorno fa ho convocato il gruppo del PD  durante il quale io e gli altri gli abbiamo chiesto se vi erano problemi di rapporti e di conduzione del gruppo. Lui tenne a precisare davanti a sei persone, i suoi colleghi, che il problema non era il lavoro nel gruppo ma altro non meglio specificato»

25/02/2011 15.32