Soppressione Aret, Petrilli: «auto, stipendi della Regione in secondo piano»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L’Aret, l'azienda regionale edilizia e territorio, nei giorni scorsi è stato soppresso grazie al voto favorevole del Consiglio regionale.

Soddisfatto il presidente Nazario Pagano che ha commentato con orgoglio la cancellazione definitiva dell'ente strumentale «che negli ultimi anni era diventato oggetto di molte vertenze sindacali, con i dipendenti senza stipendio e con estenuanti battaglie politiche per l’elezione dei suoi amministratori».

Ma sulla vicenda torna anche Giulio Petrilli, ex presidente Aret, secondo il quale i tagli importanti che la Regione avrebbe dovuto fare erano ben altri.

«La decisione consigliare è stata gestita come un  atto rivoluzionario, per ridurre i costi della politica», commenta Petrilli. «La soppressione dell’Aret sembra essere la panacea a tutti i mali, è l’ente eretto a simbolo delle negatività. Antecedente alla stessa seduta i capigruppo stabiliscono il blocco delle attività consigliari per prendersi un mese di ferie, quindi niente consigli, come se l’emergenza terremoto non ci fosse più,  ci si può riposare, ma lo stesso fu l’anno scorso».

Nemmeno l’ombra di voto, inoltre, contesta l'ex presidente, per la riduzione delle indennità di consiglieri e assessori (tra i più alti d’Italia): «lì si può attendere sino a fine legislatura e oltre».

E Petrilli torna anche sulla spinosa questione del nuovo parco macchine blu della Regione che per 700.000 euro è stato ratificato in qualche seduta precedente.

In tante altre parti si stanno riducendo qui rimangono e vengono riacquistate.

«Ma è stato soppresso solo l’Aret», contesta ancora, «eppure questo ente è stato l’unico che ha svolto lavori di sbaraccamento e bonifica nella marsica e valle roveto (residui del terremoto del 1915) , aveva lavorato per indirizzare a mettere in sicurezza gli edifici pubblici evidenziando problemi di tenuta sismica, ci fu proprio il lavoro di una commissione in tal senso (inoltrato alla regione), così come per il problema amianto. Aveva partecipato con successo e profitto a bandi europei dove gli era stata riconosciuta l’alta professionalità».

Questo nonostante fosse l’unico ente tra tutti quelli regionali a percepire pochissimi fondi dalla regione.

Quanti siano stati, Petrilli non lo chiarisce ma ricorda anche che proprio dall'agenzia venne lanciato gia’ dal 2004 l’allarme alla Regione sul problema urgente della messa in sicurezza antisismica degli edifici pubblici: «il tutto venne scritto in un documento di una apposita commissione inoltrato alla Regione»

29/07/2010 11.41