Politica in crisi: Nasuti resta nel Fli, Pdl in affanno, Pd spaccato

Alessandro Biancardi

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Politica in crisi: Nasuti resta nel Fli, Pdl in affanno, Pd spaccato
ABRUZZO. «No, non lascio Futuro e libertà». La risposta di Emilio Nasuti, il fondatore di Fli in Abruzzo, è netta.

Ma ieri è stato visto parlare a lungo con i senatori Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano nella sede della Regione. Parlavate di condizioni per il passaggio o meglio per il ritorno? «Confermo il colloquio. L’incontro c’è stato, ma solo perché come ogni lunedì io vado in Regione per svolgere il mio lavoro – spiega Nasuti – ho incrociato il gruppo del Pdl che era lì convocato per trovare la soluzione al problema del posto di capogruppo, lasciato libero da Giuliante. Mi sembra che ci sia stata fumata nera, cioè non si è trovato l’accordo. Quindi problemi ci sono anche nel Pdl. Ma io non stavo trattando nulla».

Si parla però con insistenza - e non solo in questo dopo assemblea costituente del Fli - della sua insoddisfazione per le scelte dei vertici nazionali in Abruzzo: «Con estrema chiarezza posso confermare che io mi aspettavo di più da Fini, però le scelte sono state rinviate al Congresso che ci sarà e per il momento sono stati ratificati i coordinatori che c’erano – conclude Nasuti – I miei dissapori con Daniele Toto? Normale dialettica. Ma io non voglio cadere nella trappola che ha sfasciato il Pdl, cioè parlare di schieramenti e non di problemi reali dei cittadini. Ricordo a tutti che sono un sindaco di campagna, sto in mezzo alla gente, ne assorbo gli umori e credo che sia più importante produrre leggi ed iniziative che stare ad accapigliarci». 

Torna il sereno in Fli? Chissà. Quello che si nota oggi – e vale per il Pdl soprattutto, ma anche il Pd non è esente da critiche per i contrasti interni – è la mancanza di leadership locale. Il che provoca malumori, confusione e situazioni paradossali. Vedi la vicenda del rimpasto in Giunta, con Nicola Argirò (ex Forza Italia) sacrificato all’ultimo momento e senza una spiegazione per favorire Luigi De Fanis (ex AN). Lo stesso Argirò ha cercato di capire ed ha chiesto appuntamento al senatore Gaetano Quagliariello a Roma. Ma l’appuntamento è slittato con pretesti vari. La crisi però cova sotto la cenere, soprattutto tra gli ex di FI e nel centro moderato. Lo hanno detto in tutte le salse al senatore Piccone proprio i moderati che si sono riuniti a Sambuceto per eleggere Pasquale Di Nardo come vice coordinatore Pdl in provincia di Chieti.

Lo dicono un giorno si e l’altro pure al sindaco Di Primio i consiglieri del comune di Chieti che sono 9: 5 dell’Udc, 2 Fli, e lista di centro con Aceto. Lo dicono alla Provincia di Chieti (l’Udc da cacciare dal Pdl è lo stesso presidente Di Giuseppantonio), alla Provincia dell’Aquila, a Pescara,

alla Regione: grandi manovre interne che hanno di fatto paralizzato l’attività amministrativa che già prima non brillava per produttività. Con le conseguenze che si vedono nella sanità (2/3 del bilancio regionale), nel lavoro che manca, nelle difficoltà della vita quotidiana. Abruzzo condannato all’emarginazione o capace di riprendersi?

 Sebastiano Calella 15/02/11 13.36