Modifiche fondo Università aquilana, De Matteis vuole la testa di Gatti

Alessandro Biancardi

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Modifiche fondo Università aquilana, De Matteis vuole la testa di Gatti
L'AQUILA. Dopo l'intervento dell'assessore, denuncia De Matteis, meno fondi agli studenti aquilani e più soldi a quelli teramani.

Ha pochi dubbi Giorgio De Matteis, vice presidente vicario del Consiglio regionale: l'assessore Gatti deve dare le dimissioni

De Matteis stamattina ha chiesto al presidente della Regione, Gianni Chiodi, di intervenire e dimissionare il suo uomo e ha denunciato la condotta dell’esponente della giunta.

Secondo il vice presidente vicario, è stato infatti Gatti a chiedere alla Conferenza Stato-Regioni di modificare il testo del decreto che assegnava all’Università dell’Aquila quasi 3 milioni e 200mila euro di fondi aggiuntivi per finanziare le borse di studio 2009 dei 995 studenti dell’Ateneo ritenuti idonei, ma che non avevano ottenuto l’accesso ai benefici per l’esiguità delle somme disponibili.

La vicenda risale ad oltre un anno fa, ma De Matteis ne è venuto a conoscenza per caso solo lo scorso dicembre, quando all’Adsu (l’azienda per il diritto allo studio universitario) dell’Aquila arrivò una nota del dirigente del Settore Istruzione della Regione in cui si comunicava che era giunta la prima tranche di finanziamenti del Fondo Integrativo, pari a 2 milioni e mezzo di euro, sulla base di un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Di questa somma all’Adsu aquilana venivano assegnati un milione e 700mila euro, mentre 850mila euro venivano ripartiti a metà tra le Adsu di Teramo e Chieti. Qualche mese prima, a luglio, lo stesso dirigente aveva invece certificato all’Adsu dell’Aquila la concessione dell’intera dotazione del Fondo Integrativo.

«Senza – ha precisato De Matteis – che in quel lasso di tempo intervenisse alcun provvedimento di modifica del riparto».

Le verifiche avviate subito dal vice presidente avevano portato a scoprire che già a novembre 2009 l’assessore Gatti, con una sua mail personale, aveva chiesto la modifica del decreto, cancellando la destinazione esclusiva delle somme agli studenti dell’Università dell’Aquila.

Particolare di cui il dirigente del Settore Istruzione non era venuto a conoscenza.

«E’ un fatto gravissimo – ha sottolineato ancora De Matteis – su cui immediatamente avevo chiesto chiarimenti a Gatti e Chiodi, senza ottenere però alcuna risposta. Ora chiediamo al presidente di ripristinare l’originaria ripartizione o di dimissionare un assessore che ha tenuto un comportamento inqualificabile, che danneggia non solo l’Università dell’Aquila, ma una città che lo stesso Chiodi dice continuamente essere in cima alle priorità della sua amministrazione».

TERAMO NUOVAMENTE AVVANTAGGIATA?

Facendo un rapido calcolo, con la nuova dotazione finanziaria, sostiene De Matteis, ai 1208 studenti dell’università di Chieti idonei all’assegnazione di una borsa di studio andranno 351 euro ciascuno, ai 995 dell’Aquila 1.709 euro ciascuno, ai 16 di Teramo 26mila 500 euro ciascuno. Se Gatti invece non fosse intervenuto agli universitari aquilani sarebbero andati 3.212 euro ciascuno.

Che a giovarne sia quindi nuovamente la zona teramana?

Recentemente sempre Gatti è finito nel ciclone per fondi ad associazioni giovanili dove a far la parte del leone sono stati associazioni teramane e qualche giorno prima il presidente Chiodi era stato accuasato da Sel di avvantaggiare la zona di Teramo sempre tramite la distribuzione di fondi pubblici. 

LE TAPPE DELL'ITER POLITICO AMMINISTRATIVO

10 novembre 2009: la Presidenza del Consiglio dei Ministri invia al Presidente della Conferenza delle Regioni e Province Autonome e ai Presidenti delle singole Regioni lo schema del decreto sul riparto del “Fondo di intervento integrativo per l’erogazione delle borse di studio per l’anno 2009”. Al 2° comma dell’articolo 2 dello schema è riportato testualmente: «In relazione agli eventi sismici che hanno interessato la provincia di L’Aquila nel 2009, la quota del Fondo di intervento integrativo spettante alla Regione Abruzzo è incrementata, limitatamente al 2009, di un ammontare pari al fabbisogno finanziario necessario, calcolato con riferimento al numero degli idonei non beneficiari e all’importo medio della borsa per ciascuna tipologia prevista». Lo stesso concetto – quello cioè della destinazione dei fondi esclusivamente agli studenti dell’Ateneo aquilano –  viene ribadito anche nella relazione allegata allo schema di decreto.

12 novembre 2009: l'assessore regionale all’Istruzione Paolo Gatti invia una sua mail personale ad Elisabetta Longo, coordinatore della Commissione “Istruzione, Lavoro, Ricerca e Innovazione” della Conferenza delle Regioni. Gatti chiede che lo schema del decreto venga modificando, eliminando il riferimento alla esclusiva destinazione del Fondo Integrativo (pari a 3 milioni 196mila euro) agli universitari aquilani ed inserendo la dicitura “….agli studenti delle università abruzzesi e in particolare di quella dell’Aquila”.

26 novembre 2009: la Conferenza delle Regioni accontenta Gatti, subordinando l’approvazione del piano di riparto del Fondo Integrativo all’inserimento della clausola richiesta dall’assessore.

3 febbraio 2010: il decreto viene approvato secondo le indicazioni dell’assessore Gatti e viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 19 aprile.

2 luglio 2010: Carlo Amoroso, dirigente del Servizio “Programmazione e gestione delle politiche dell’istruzione e Diritto allo Studio” della Regione Abruzzo, invia una comunicazione a tutte le ADSU abruzzesi sul riparto dei fondi, riportando però il testo originario del decreto che prevedeva esclusivamente per l’ADSU dell’Aquila una quota aggiuntiva di 3milioni 196mila euro, da sommare alla normale dotazione di circa un milione 600mila euro.

 29 novembre 2010: viene liquidata la prima tranche di contributi pari a 2 milioni e mezzo di euro, ripartiti questa volta secondo i criteri del decreto contenente le modifiche chieste da Gatti. Ed è in questa occasione che viene scoperta la manovra dell’assessore. Del Fondo Integrativo per il 2009 all’Aquila vanno un milione e 700mila euro, a Chieti e Teramo 425mila euro ciascuna. Complessivi 850mila euro che dovevano essere assegnati  all’ADSU dell’Aquila  se Gatti non avesse chiesto di dirottare altrove parte di quelle somme.

11/02/2011 17.14