Berlusconi vuole l'Udc fuori dalle giunte locali. Casini: «ridicolo, ha perso la testa»

Alessandro Biancardi

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Berlusconi vuole l'Udc fuori dalle giunte locali. Casini: «ridicolo, ha perso la testa»
ABRUZZO. Mascia ne ha appena nominato uno dopo mesi e mesi di riflessione. Il presidente della Provincia di Chieti, Di Giuseppantonio, preferisce prendere tempo.

La situazione attuale del premier Silvio Berlusconi, le sue incompatibilità a livello nazionale con alcuni esponenti di partiti vicini al centrodestra potrebbe riflettersi anche sulla realtà locale.

Se le tensioni con Fli e Gianfranco Fini sono da mesi più vive che mai (ma non si riflettono sulle alleanze) il vero pericolo, adesso, si chiama Udc.

Ieri, infatti, Berlusconi parlando con alcuni presidenti di Regioni e Province del Pdl, è stato categorico: gli esponenti dell'Unione di Centro devono uscire da tutte le giunte che governiamo noi.

«Ho tollerato ogni tipo di attacco politico - avrebbe detto il premier ai responsabili degli enti locali targati Pdl - ma ora gli attacchi sul piano personale e privato non posso davvero sopportarli più». 

L'ira del Cavaliere è esplosa dopo che Pierferdinando Casini è tornato a parlare di elezioni: «il richiamo di Berlusconi alla Germania dell’Est  è insultante», ha sbottato l'ex presidente della Camera. «Credo che tutti gli italiani  si dovrebbero rivoltare gli italiani. Il premier ha perso la testa ed è questa una grande questione che abbiamo davanti». E, dunque, «davanti a una paralisi parlamentare e a un premier arroccato serve un governo unitario di responsabilità nazionale. Abbiamo sperato che Berlusconi facesse un passo in questa direzione, ma non lo farà. Allora bisogna sciogliere gli indugi e andare alle urne. Noi faremo tutti i passi in questa direzione, fatte salve le prerogative del capo dello Stato».

Da qui la richiesta del premier di estromettere gli esponenti dell'Udc dalle giunte. Se il Pdl decidesse di rompere realmente le alleanze in sede locale potrebbero determinarsi effetti importanti, fino alla crisi, in alcune amministrazione regionali e locali di centrodestra.

Appena due giorni fa il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, è riuscito, dopo mesi di consultazioni e indecisioni, a nominare un nuovo assessore e lo ha scelto proprio nell'Unione di Centro.

Una possibile estromissione potrebbe causare una frattura della maggioranza. L'Udc è presente anche nella giunta provinciale dell'Aquila, ma - secondo quanto si è appreso - il suo rappresentante, Francesco Paciotti, sarebbe in procinto di passare al Pdl. A Chieti in giunta siede invece Marco Russo, delega allo Sport, e alla Provincia di Pescara c'è Valter Cozzi.

Un assessore Udc siede anche al Comune di Montesilvano, Pietro Gabriele. Una sua estromissione potrebbe creare non pochi problemi a Cordoma che nell'ultimo rimpasto ha faticato non poco a trovare l'uomo giusto da mettere al posto giusto.

Il coordinatore regionale dell'Udc e presidente della giunta di centrodestra della provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, interpellato dall'Ansa ha risposto con un "no comment" ma sono innegabili i diversi problemi interni al partito, tanto che ieri sera il segretario nazionale, Lorenzo Cesa, ha nominato Amedeo Ciccanti commissario della federazione provinciale di Pescara.

Ma Casini non pensa che questo trasloco forzato possa concretizzarsi realmente: «Berlusconi ha perso la testa», ha ribadito, «e questa storia è una cosa quasi ridicola, perché se Berlusconi ritiene che i presidenti delle giunte regionali vogliano esportare i ribaltoni in tutte le regioni italiane, si dimostrerebbero camerieri di Arcore, e non lo sono».

11/02/2011 9.46