Acerbo (Rc): «L'Abruzzo è peggio di Arcore»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Lo spettacolo che sta offrendo la politica abruzzese completa il quadro di degrado nazionale».

E' molto critico il consigliere comunale (a Pescara) e regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, rispetto alle vicende che stanno agitando negli ultimi giorni la politica regionale e uno dei settori più controversi dell'Abruzzo, quello della Sanità.

Per l'esponente di estrema sinistra la realtà locale starebbe offrendo uno spettacolo non edificante («è peggio di Arcore», sostiene riferendosi a cià che in queste settimane emerge sull'inchiesta che coinvolge il premier).

C'è «Del Turco», analizza Acerbo, «che si congratula con Chiodi che fa denunce altisonanti quanto generiche. Il che fa pensare che tra poco anche Chiodi finirà sotto processo. Venturoni che è indagato parla con la verve di un pm di mani pulite. D'Alfonso che dovrebbe essere del Pd lancia Toto jr che è il leader di Fli. Piccone presenta libri con D'Alfonso e Mascia scrive a Berlusconi minacciando una fuoriuscita dal Pdl di tutta la giunta. Una mossa falsa», sostiene l'esponente di Rc, «perché se è vero che D'Alfonso è considerato il nemico dal Pdl pescarese non si può dimenticare che è uno dei pochi a competere con Berlusconi per numero di inchieste ed è di gran lunga il politico più berlusconiano che si sia mai visto in Abruzzo. Inoltre molti indagati delle varie cricche a partire dal Balducci (da non confondere con Alberto) sono amici di lunga data di D'Alfonso che quindi può dare preziosi consigli a Piccone che già si è avvalso della collaborazione di Aracu.

Questa quotidiana rappresentazione del trasformismo e dell'arroganza non può che alimentare disaffezione e commentare le uscite dei vari personaggi è perdere tempo con gente squalificata che meriterebbe di essere presa a sassate per la strada».

Acerbo si lancia poi in un confronto con altri paesi europei: «chi è indagato si dimette e ritira dalla vita pubblica fino a quando non ha dimostrato nelle aule di tribunale la sua innocenza e estraneità ai fatti. Se è oggetto di accuse infondate organizza una campagna di puntuale denuncia degli errori giudiziari come Tortora».

«Non puoi militare nel partito di Berlusconi», continua, «e poi lamentarti se qualcuno cerca di reclutare un indagato dato che il partito stesso è nato per salvare dai processi un indagato e ha riempito il parlamento di condannati. Chi è a conoscenza di gravi fatti», chiude Acerbo, «dovrebbe rivolgersi all'autorità giudiziaria e fornire tutte le informazioni in suo possesso. Se è in carica può riferire in aula o commissione possibilmente citando fatti e responsabilità precise. Altrimenti sta creando polveroni inutili per coprire le proprie responsabilità».

 05/02/2011 11.06