Nucleare, l’Idv mette alle strette Chiodi: «dica definitivamente sì o no agli impianti»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Adesso che la Corte Costituzionale ha ridato alle regioni una certa autonomia decisionale sul nucleare, il presidente Chiodi si deve finalmente pronunciare sull’opportunità o meno di realizzare degli impianti in Abruzzo.

Il gruppo regionale dell’Italia dei Valori punzecchia il governatore chiedendogli di esplicitare la sua posizione sugli insediamenti nucleari.

Una recente sentenza della Corte costituzionale – numero 215 - ha infatti dichiarato illegittima una parte della legge sul nucleare, rallentando di fatto la corsa agli insediamenti.

Con la legge 3 agosto 2009, all'articolo 4, il Governo, aveva normalizzato gli "Interventi urgenti per le reti dell'energia" sottolineando che gli interventi di urgenza dovessero essere realizzati "con capitale prevalentemente o interamente privato".

Con questa sentenza, invece, la Consulta restituisce alle regioni (alcune delle quali – Toscana, Umbria, Emilia Romagna e provincia autonoma di Trento - avevano fatto ricorso alla legge) la facoltà di approvare o meno le scelte dell'esecutivo nazionale.

In realtà, secondo quanto stabilito dalla sentenza, la regione dove si intende costruire un impianto nucleare deve essere «adeguatamente coinvolta», per cui sarà necessario un suo parere obbligatorio; parere, però, che non è vincolante.

Inoltre, la Corte Costituzionale sentenzia che non si può ricorrere a capitali privati, né tantomeno a commissari straordinari, per determinare i luoghi dove costruire le centrali e stoccare i rifiuti radioattivi.

La Corte Costituzionale, in particolare, sottolinea che «essendo queste iniziative di rilievo strategico, ogni motivo d’urgenza dovrebbe comportare l’assunzione diretta, da parte dello Stato, della realizzazione delle opere medesime».

La sentenza è stata accolta positivamente dal gruppo regionale dall’Italia dei Valori che però ora mette alle strette il governatore: «Da oltre due anni Chiodi dichiara a parole l’incompatibilità del territorio regionale abruzzese ad ospitare centrali nucleari, ma nei fatti si guarda bene dall’adottare gli atti conseguenti. Ora, però, la sentenza della Corte Costituzionale impone anche all’Abruzzo di dotarsi di una propria linea».

Sugli insediamenti nucleari è in corso anche una raccolta di firme, che vede protagonista l’Idv, e che scaturirà nei prossimi mesi in un referendum popolare.

Prima ancora della consultazione, tuttavia, le Regioni dovrebbero far sapere ai propri eletti come si esprimeranno, quando il Governo le chiamerà per sapere se sono disponibili o indisponibili ad ospitare nel proprio territorio una centrale nucleare.

«Per questo – concludono gli esponenti dell’Idv - abbiamo avviato l’elaborazione di una articolata relazione sulla materia, ovviamente coerente con la nostra nota posizione di contrarietà, da allegare ad una richiesta di convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio regionale che presenteremo la settimana prossima, all’interno della quale l’Abruzzo dovrà dire con chiarezza un sì o un no alla possibilità di ospitare centrali nucleari».

04/02/11 13.23