Riforma dei condomini, Legnini (Pd) primo firmatario. Ecco cosa cambia

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4032

PESCARA. Passa per l’Abruzzo la riforma nazionale sui condomini, approvata ieri in Senato. A volere il ddl, di cui è stato primo firmatario, è stato infatti il senatore abruzzese del Pd Giovanni Legnini.

Il Senato ha approvato la legge di riforma con i voti a favore di Pdl, Lega e Pd, mentre l’Idv e il terzo polo (Fli, Udc, Api, Mpa) si sono astenuti.

Sono diverse le novità introdotte dal ddl, che ora passa all’esame della Camera.

Innanzitutto la possibilità, per i proprietari degli immobili, di staccarsi dall'impianto di riscaldamento centralizzato pagando solo le spese straordinarie e di manutenzione. L'amministratore potrà richiedere la verifica degli impianti e il sopralluogo negli appartamenti per motivi di sicurezza.

Con la riforma si avranno inoltre più poteri e responsabilità per l'amministratore, il cui mandato diventa biennale. Il suo operato diventa meglio controllabile grazie a un registro di tutti gli amministratori istituito presso le Camere di commercio. Se i condòmini lo richiedono, inoltre, l'amministratore è obbligato a stipulare una polizza a garanzia delle somme gestite.

Il ddl introduce un sistema di contabilità più trasparente con la redazione di un rendiconto secondo i criteri di cassa e competenza, consultabile da tutti gli interessati (condòmini, inquilini e fornitori).

Inoltre, ci sarà la possibilità di procedere alla cessione e alla divisione delle parti comuni attraverso la formula giuridica della sostituzione, con il voto della maggioranza dei condòmini a rappresentanza di almeno i due terzi dei millesimi. Le innovazioni per il miglior uso o rendimento delle parti comuni verranno approvate con la maggioranza degli intervenuti all'assemblea e 501 millesimi.

Infine, saranno vietati i lavori nelle singole unità immobiliari se nuocciono alle parti comuni.  L'amministratore è tenuto ad agire immediatamente nei confronti degli inquilini morosi e in ogni caso entro quattro mesi. Dovrà inoltre rispondere dei danni in caso di ritardo. L'assemblea potrà votare la nomina di un revisore dei conti.

««Ci voleva più coraggio ma è un passo avanti – è il commento del senatore Legnini al testo approvato - La disciplina del condominio non è adeguata tanto da rendere necessaria l'integrazione con migliaia di interventi della giurisprudenza a fronte delle profonde trasformazioni della “vita in condominio” di questi decenni. La riforma era quindi attesa e necessaria e per questo siamo stati i primi a presentare un ddl, in gran parte accettato nel testo oggi approvato».

Quella approvata, secondo il senatore abruzzese, «non è la migliore riforma, ma la riforma possibile, frutto di un confronto lungo e approfondito in Commissione. Ci voleva più coraggio in alcuni punti, in particolare su due emendamenti da noi presentati ed entrambi respinti, quali l'introduzione della capacità giuridica del condominio e le semplificazioni per l'istallazione di impianti di energie alternative sulle parti comuni degli edifici. Un miglioramento comunque c'é stato, anche perché il testo recepisce i ddl da noi presentati nelle ultime due legislature, oltre ad emendamenti e a proposte del Pd in commissione. Questo testo – conclude Legnini – costituisce perciò un significativo passo avanti».

27/01/2011 15.58